Diciamo che a quando a quando è punito un vizio o un peccato, un’abitudine o un fatto. Senza cercar oltre, Francesca è punita per un fatto, d’amore; Semiramis per un’abitudine, vizio di lussuria. Ma diciamo ancora che questi o vizi o peccati sono puniti secondo la passione che li mosse. Tanto il vizio di Semiramis quanto l’adulterio di Francesca, furono causati dall’amor ch’ad esso (al bene che non è bene) troppo s’abbandona; non dall’amor del male, e, si può ben intendere, niente affatto dal lento amore. Dunque sono tutte e due collocate tra gl’incontinenti e tra quella specie di essi che è detta dei peccator carnali.

Ib.: “e cita l’esempio di Caino, che è nell’Inferno profondo non per l’invidia, ma perchè ha ammazzato il fratello...„

Caino è esempio d’invidia nel Purgatorio e dà, nell’Inferno, il nome alla estrema circuizione della ghiaccia. È per Dante reo di superbia e d’invidia, ossia mezzo tra la superbia e l’invidia. Caino offese il suo prossimo, che era anche e solo suo fratello. Come offensore del prossimo, viola il comandamento di Dio della seconda tavola — non ammazzare — ; come offensore del fratello, l’altro, pur della seconda, ma il primo, sì che è considerato dai teologi come affine a quelli della prima; quello che ingiunge la riverenza, come ai genitori, così a tutti i consanguinei. Come offensore del prossimo è invido; come offensore del fratello è superbo; ma, ripeto, il prossimo si riduceva al fratello e il fratello era il solo suo prossimo.

Ib.: “e l’esempio di Capaneo, non punito come orgoglioso, ma come violento contro Dio„.

Ma Capaneo è punito come violento contro Dio, che è quanto dire, per vendetta voluta fare contro Dio stesso, col cuore soltanto, cioè senza intelletto e col solo appetito irascibile, oltre il mal volere. Egli è reo d’ira, d’ira folle, di quella che possiede

chi spregiando Dio col cuor favella.

Pag. 73: “E da questo nostro lungo discorrere, intanto quale conclusione può trarsi? Questa sola a mio avviso: che l’ordinamento morale della prima parte dell’Inferno presenta delle difficoltà (qualunque ne sia la ragione) insormontabili„.

Insormontabili davvero, se si continuasse a ritenere color cui vinse l’ira essere rei d’ira.

Pag. 74: “O sia, in parte almeno, vera l’ipotesi del Minich, o sia altro, noi non vediamo ben chiaro come Dante abbia concepita la distribuzione de’ peccati puniti dal secondo al quinto cerchio, nè pienamente intendiamo il legame tra il sistema seguito nei primi sette canti e quello dei successivi„.

Chiaro a me pare di vedere come Dante abbia concepita quella distribuzione, e intendo il legame tra il sistema dei primi e quello dei successivi canti, che sono appunto un sistema solo.