Chè in Dio è la pace, alla quale il Poeta aspira.[644] E a Dio egli va, risalendo per i peli di Lucifero e mettendo il capo dove il diavolo ha le gambe. La via a Dio è per il contrario di quella del peccato. Il che il mistico Ugo di San Vittore dichiarò in un luogo che mi par certo che Dante conoscesse.[645] “Il diavolo è alla nostra destra, quando colui che cadde dal cielo, assoggettandoci nel consentimento al peccato, sale su noi. Quando noi cadiamo, il diavolo sta ritto (erigitur); quando noi sorgiamo egli è abbattuto„. E così Lucifero sta eretto per i peccatori:[646]
Lo 'mperador del doloroso regno
da mezzo il petto uscia fuor della ghiaccia;
ma Dante, di lì a poco, lo vede “le gambe in su tenere„.[647] Dante ha trionfato di lui. E nello scendere di grado in grado, ha sempre avuto lui alla sinistra; al contrario dunque che l'avrebbe avuto, se fosse stato peccatore; e in ciò è un continuo contrasto, un continuo battagliare col principio del male; che è alla destra di chi pecca, e alla sinistra di chi si converte. Ma non in solo ciò s'ha a vedere il segno di questa guerra. Come Dante finisce col salir sul diavolo e vederlo arrovesciato sotto sè, il che è il trionfo ultimo, così passa i fiumi inguadabili, e mediante il parlare ornato di Virgilio, si fa lasciare il passo dai demoni, e cavalca i mostri dell'abisso.
Solo una volta fa di mestieri, avanti la porta chiusa dell'ingiustizia, la virtù eroica del supremamente forte e giusto. Ma, fuor di quella volta, Minos ascolta, senza contrapporre nulla, il decreto dell'onnipossente;[648] Cerbero si racqueta col pasto di terra che gli si getta;[649] il maledetto Pluto è fatto tacere col ricordo delle vendette celesti;[650] Flegias è, senz'altro domato a far la volontà di Virgilio,[651] il Minotauro è eccitato a furia tale, che gli impedisca d'impedire il passo;[652] Chiron centauro intende le ragioni di Virgilio e dà un de' suoi che porti Dante in su la groppa;[653] Gerione è fatto salir su con un inganno[654] e indotto poi a concedere i suoi omeri forti;[655] i diavoli sono in questo e quel modo schivati ed asserviti; Lucifero, consenta o no, a lui non si parla; e dei suoi peli i due si fanno scala a convertirsi ver Dio.
Sono questi, ed altri ancora, ostacoli alla via che Virgilio supera da sè, col suo figliuolo in compagnia. Ora a me pare che essi assomiglino in qualche modo ai “fantasmi„ che S. Agostino dice che ci convien cancellar dalla memoria per aver perfetta la santificazione e la vivificazione;[656] chè i fantasmi sono le traccie lasciate nella memoria dai movimenti che contrastano l'anima.[657] Ma siano o non siano codesti fantasmi, nemici sono al certo. E sono di tre specie: unicorpori, bicorpori, tergemini o tricipiti. Gli unicorpori sono fino a Dite, i bicorpori nel primo cerchietto della malizia, i tergimini e tricipiti nel secondo e terzo di questi cerchietti. E il loro significato è manifestamente palese dal fatto di Caco centauro.[658] Esso
sotto il sasso di monte Aventino
di sangue fece spesse volte laco.
Dovrebbe essere dunque non tanto a guardare la riviera di sangue, quanto a bollirvi dentro: chè diè “nel sangue e nell'aver di piglio„. Ma no.
Non va co' suoi fratei per un cammino,
per lo furar frodolente ch'ei fece.
Ora Caco non ha sole “le due nature consorti„[659] de' suoi fratelli, ma anche[660]
sopra le spalle, dietro dalla coppa,
con l'ale aperte... un draco,
e quello affoca qualunque s'intoppa.