Questo draco raffigurerà, dunque, indubitabilmente ciò in cui Caco differisce dagli altri centauri. E questo è appunto il furar frodolente. E appunto questo è un male in più sull'altro male. E così il draco è una natura in più sulle altre due nature. E il furar frodolente, la frode, ha detto Virgilio, è “dell'uom proprio male„; e questo è, perchè con l'intelletto la frode si consuma, e l'intelletto è ciò che più propriamente distingue l'uomo dalle bestie. Dunque il draco raffigura l'intelletto; e dunque le altre due nature raffigurano l'appetito e la volontà: intelletto, appetito, volontà inordinati.
Questi elementi subbiettivi riconosce Dante nel peccato. Leggiamo in vero:[661]
l'argomento della mente
s'aggiunge al mal volere ed alla possa.
La possa è del corpo gigantesco; e l'appetito è il più vicino al moto dal nostro corpo. Anche:[662]
giunse quel mal voler, che pur mal chiede,
con l'intelletto, e mosse il fumo e il vento
per la virtù che sua natura diede.
Questa virtù della sua natura (si parla del diavolo) è sempre quella, per cui, ad esempio, un uomo può eseguire il male voluto dalla volontà e aiutato dall'intelletto: la possa: ciò che nella Trinità è detto sì potestà, sì virtù.[663] Dai due luoghi apprendiamo se ce n'è bisogno, che il mal volere è, per così dire, il fondo della malizia. E così comprendiamo quest'altro luogo:[664]
Se l'ira sovra'l mal voler s'aggueffa;
il che vuol dire: se ciò che nell'uomo è l'appetito irascibile s'aggomitola a quel fondo di malizia. Sempre quella possa o virtù.
Ora i fantasmi che sono nei cerchi dove si puniscono gl'incontinenti, sono unicorpori: Caron, Minos, Cerbero... Ma Minos ha la coda! Ma Cerbero ha tre teste! Checchè si dica, Dante ha concepite queste figure come une e semplici. Altro fatto è delle tre teste mitiche di Cerbero, altro delle tre mistiche di Lucifero. Il Poeta ha interpretato l'essere trifauce di Cerbero, come di chi abbia molta “gola„. E la coda non fa se non determinare l'essere di “demonio„ di codeste figure; non di mezz'uomo e mezza bestia. Anzi di demoni “bestie„. Tuttavia è un ricordo che la gola fu il primo peccato degli uomini, e in ciò Cerbero assomiglia a Lucifero che quel peccato suggerì. Minos, per quanto giudice (giudice caudato), “ringhia„, Cerbero è quale un cane e una fiera canina e un “gran vermo„, Pluto è un “lupo„.[665] Sono in ciò simili ai peccatori cui vedon da presso, scuoiano, presiedono; i quali sono come stornelli, come gru, come colombe; come cani; tali che abbaiano; ancora cani, e come porci.[666] Sono, in due parole, peccatori che seguirono “come bestie, l'appetito„.[667] Le bestie non hanno volontà nè intelletto. Nel peccato di costoro non è intelletto nè volontà: queste potenze erano sommesse al talento. Perciò fantasmi, con l'unica natura di demoni bestie, raffigurano il loro peccato.
Flegias è come il Caron di Dite; e rappresenta l'incontinenza d'ira che conduce all'ingiustizia. La ragione principale del suo uffizio è in quelle parole ch'egli pronunzia vagolando nell'inferno Virgiliano:[668]