la guida è la prudenza regnativa:

convenne rege aver che discernesse
della vera cittade almen la torre.

Questo freno e questa guida, nella strada del mondo, non può essere che l'imperatore. Non può essere il papa;

però che il pastor che precede
ruminar può, ma non ha l'unghie fesse;

cioè può meditare le scritture e sanamente intenderle, ma non ha l'uffizio e la virtù di discernere il bene dal male; cioè la prudenza, la prudenza che appartiene all'uso pratico dell'animo:[369] ha quanti lumi si vogliano, per la vita spirituale; non ha quello per la vita attiva o civile: tanto che pur esso, difettando del lume, non ha il freno;

perchè la gente, che sua guida vede
pure a quel ben ferire, ond'ella è ghiotta,
di quel si pasce, e più oltre non chiede.

La gente la quale vede che il suo pastore è dominato dalla cupidità e se ne lascia condurre, lo imita. Ora la cupidità contrasta massimamente alla giustizia. Dunque il pastore non ha prudenza regnativa nè la giustizia legale.

La cupidità contrasta massimamente alla giustizia. Così Dante afferma, dietro Aristotele.[370] Togliendo al tutto quella, nulla resta di contrario alla giustizia.[371] In verità la cupidità[372] è l'avarizia che germina in malizia o ingiustizia. Tolto il mal principio, non ci sarà più il tristo effetto: l'ingiustizia. E l'ingiustizia è la lupa. Ed essa è nella piaggia diserta, nel mondo diserto d'ogni virtù.

Ma verrà un Veltro, che la farà morire. Che altro può essere se non un imperatore? L'imperatore non può avere cupidità “poichè la sua giurisdizione ha confine soltanto con l'oceano„;[373] e non può essere cupidità dove non c'è che cosa desiderare. E così il Veltro che è l'opposto della lupa, non ciba terra nè peltro, cioè non cerca, come la cupidità, aliena, siano provincie, siano ricchezze. E così l'imperatore può fare dominante la giustizia, che solo sotto lui è potissima. E con la giustizia la pace. Perchè tra i beni dell'uomo il principale è vivere in pace, e questo opera, più o meglio, la giustizia.[374] Or la lupa è senza pace, come quella che è ingiustizia, e opera, quindi, il contrario di giustizia: questa dà, quella toglie la pace. Or non è il Veltro che può rimettere nell'inferno la bestia nemica di pace? E dunque il Veltro è l'imperatore. E la pace egli la vorrà, chè egli ha la virtù contraria alla cupidigia che cerca l'altrui: ha la carità o amore che, spregiando le altre cose tutte, cerca Dio e l'uomo e per conseguenza il ben dell'uomo: ha insomma quell'amore che drittamente spira, cioè recta dilectio, che si liqua in volontà di bene; il contrario di quella cupidità che si liqua in volontà d'ingiuria o di male. Ha quest'amore l'imperatore; e non il Veltro? Egli ciberà, con sapienza e virtù, amore. E l'imperatore solo può come la giustizia così avere il giudicio sopra gli altri. E il giudicio è atto di sapienza, e la potestà giudiciaria si conviene al Cristo che è la somma sapienza;[375] onde tanto è dire che l'imperatore può sol esso avere il giudicio, quanto dire che può sol esso aver la sapienza. E non ha la sapienza il Veltro? Egli, con amore e virtù, ciberà sapienza. E l'imperatore solo può esercitare la giustizia, perchè egli non ha contrarietà nel velle, chè egli vuole, come niun altro, avendo la volontà libera da ogni cupidità; ma non basta: egli non ha contrarietà nel posse, essendo egli il più potente di tutti. E non ha anche il Veltro potenza? Sì; perchè egli ciba sapienza e amore e virtute; e questa virtute è come dire facoltà o potestà.[376] Ancora: la lupa ripingeva Dante “là dove il sol tace„; dove non è libero arbitrio; nella selva della servitù. Chi avrebbe liberato Dante da codesto ritorno al servaggio? Intendo, senza mutar cammino. Il Veltro. Ebbene l'imperatore è colui che guarda la libertà degli uomini; la libertà, che è il maggior dono di Dio, la libertà cui avendo, il genere umano è disposto il meglio.[377] E il genere umano solo sotto l'impero del Monarca è libero, che solo allora è per sè e non per altrui; solo allora si drizzano le “politiae iniquae„. Infine come la lupa è bramosa dell'altrui e ciba terra e metallo, mentre il profetato Veltro è senza cupidità; e come la lupa significa il disordine nell'intelletto e nel volere e nell'appetito, mentre il Veltro è sapiente e bene avvolontato e bene disposto delle potenze della sua anima sensitiva; e come la lupa uccide mentre il Veltro salva; così al modo che la lupa vien dall'inferno, il Veltro viene dal cielo. Non lo chiede al cielo Dante?[378]

O ciel, nel cui girar par che si creda
le condizion di quaggiù trasmutarsi,
quando verrà per cui questa disceda?