«Quello che non arriverò mai a capire» diceva il salumaio in un crocchio dove c’erano, tra gli altri, un vetturale e il cursore del Comune «è come si vada a prendere un carrettiere fuor di paese!...»

«Ve lo dico subito io» prese a dire il cursore.

«No, no!» continuò il salumaio «questa non la capirò mai! Pazienza farlo venire da lontano; ma andarlo proprio a pigliare in un paese vicino perchè tutti abbiano a dire che a Castelrenico bisogna ricorrere ai forestieri!... no, no! Questa, se lo lasci dire il signor Massimo, è grossa!»

«Ma lasciatemi parlare! sentirete....»

«No, no!... E infatti cos’è successo? Se non c’era Martin matto, ce la voleva far vedere la bella frittata con que’ mobili, lui.... il signor carrettiere forestiero!... e dopo cinquanta passi!... capite?... Ve lo dico io, senza essere strologo. Ma il signor Massimo se la sarebbe meritata....»

«E in quanto a me avrei detto: ben fatto! perchè in queste cose ci vuole un esempio!» interruppe il vetturale.

«Che se il signor Massimo faceva il contratto col nostro Checco....» continuava il salumaio.

«È qui che vi volevo! Ma se non mi lasciate parlare....»

«Io già so che tutte le volte che Checco ha caricato dei mobili, e in due anni, dal 59 a quest’oggi, ne abbiamo veduti degli impiegati e dei carrettoni andare e venire! ebbene....»

«Ebbene, se mi lascerete parlare vi dirò....» prese a dire questa volta con maggior forza il cursore «che appunto Checco, avendo fatto anche lui una frittata coi mobili del delegato della Questura partito tre mesi fa, quel delegato mandò carta bianca all’avvocato Massimo per farsene risarcire; e adesso Checco, che naturalmente vede il signor Massimo di mal occhio, appena s’è trattato di trasportargli a Milano i mobili, gli ha detto un bel no! L’avete capita ora?...».