«Don Michele, lo creda a me! Non c’è altro che lei....»
«Ma no! Ce n’è a bizzeffe....»
«Ci metta la sua esperienza....»
«Non ho esperienza di sorta!»
«Ci metta una mano. Non mi dirà di non averne! E se non c’è una sua mano, abbiamo un cataclisma, abbiamo la guerra civile, il finimondo.... avremo un commissario regio!»
«Manco male!»
«Ah! no, don Michele, risparmi una pagina così dolorosa, così obbrobriosa direi, alla storia di Borghignolo; storia che fu sempre, come tutti sanno, così ricca di mirabili esempi, tanto sul punto dei costumi che su quello della buona amministrazione comunale. Tocca a lei, don Michele, a fare in modo che Borghignolo ritorni all’antico splendore! Che vi trionfi la virtù, e non si dica: Borghignolo è caduto in fondo a un abisso: Borghignolo non è più.»
«Caro signor Borsa, Borghignolo vivrà un pezzo ancora, vedrà! Quanto a me, lei lo sa benissimo, io sono un uomo morto e sepolto da un pezzo; sono un povero ammalato che vive chiuso, quasi sempre, in una camera, fuori del mondo, ignorato da tutti....»
«Oh non lo creda! Incomincia a formarsi un partito per lei.... partito che, se continua di questo passo....»
«Lo fermi subito, per carità.... gli risparmi l’incomodo....»