Soit à pied, soit à cheval,
mon honneur est sans egal.
Se lo possono applicare, oltre i cavalieri, anche i loro cavalli, i quali, a pensarci bene, anche quando facevano vero servizio di cavalleria, andavano sempre a piedi.
[Cavalli e Guide a cavallo.]
Sui primi tempi c'erano con noi anche i cavalli delle Guide a cavallo. Volontarie le Guide, e perciò anche i loro cavalli, due per uno, che si portavano da casa. Anche essi si ostinavano a sperare in una guerra garibaldina, in cui l'esplorazione ardita di pochi valesse a facilitare un'avanzata impetuosa. Gli sbarramenti di tronchi che gli Austriaci in ritirata avevan lasciati sulle strade subito dopo il confine si superavano d'un salto, i ponticelli rotti sui fossati si sostituivano con un altro salto. E furono giorni belli per i cavalli e cavalieri.
Come si volevan bene i cavalli e le Guide a cavallo! Per amor del suo cavallo una Guida, che era anche un pittore famoso, è caduto in mano del nemico.
Andavano in un drappelletto, verso il colle che gli Austriaci hanno fortificato per difendere i ponti di Gorizia, il Podgora. Non si sapeva ancora dove precisamente cominciassero i ripari del nemico. Sotto Gradiscutta i nostri cavalieri furono sorpresi dalle fucilate che uscivan dal bosco. Il regolamento ordina che le pattuglie in esplorazione, quando hanno preso contatto col nemico, si ritirino per segnalarlo.
Ma una schioppettata fece cascare ferito il cavallo dell'illustre Guida a cavallo. Il terreno era acquitrinoso: si affondava nella fanghiglia nascosta dall'erba; l'erba; il cavallo ferito non poteva disincagliarsi. Allora il cavaliere smontò, e, mentre i nemici imboscati gli tiravano addosso, si sforzava di riportarlo sul terreno solido. I compagni che si allontanavano lo richiamavano: che lasciasse il cavallo e venisse via. Ma il cavaliere restò lì ad aiutare il cavallo finchè una schioppettata ferì anche lui. E allora gli Austriaci saltaron fuori e lo fecero prigioniero.
Ora di aver fatto prigioniero il nostro cavaliere che è anche un pittore famoso, gli Austriaci sono molto orgogliosi. Pubblicamente hanno fatto sapere che lo tengono di conto. Ma uno spione, che facemmo prigioniero pochi giorni dopo, per dimostrare di non essere un così tristo spione, raccontò di aver veduto i soldati austriaci che conducendo prigioniero il cavaliere italiano ferito, lo bastonavano. E il cavallo? non è inverosimile che se lo siano mangiato.