— Io sono cattolico, o Maria, riprese Arnoldo con voce grave e commossa; la tua religione è la mia! Il mio cuore ha conosciuto errori antichi e fatali, e ormai io sento d'esser rinato a una nova vita. Dio che t'ha fatto bella come l'anima tua, Egli che ha voluto ch'io t'amassi, ebbe finalmente pietà delle lunghe battaglie sofferte dal mio cuore, delle inutili speranze dalle quali fui agitato per tanto tempo! Chi, se non Egli, mandò sul mio cammino, incontro a me, quell'anima forte e credente del fratel tuo? Chi, se non Egli stesso, da tanti anni mi tormenta con questa smania ch'io provo di riposare in una fede, in una verità, che non mi riuscì di trovar mai in nessuna cosa mortale?... Tu col candido affetto che m'inspirasti, hai cominciata l'opera pietosa della mia conversione; tuo fratello, in quel tempo d'una felice e tranquilla amicizia, la indirizzò; un altro giusto, un uomo oscuro e sapiente ch'io aveva conosciuto in questa stessa città, or son tre anni, e che adesso mi rivide, e m'accolse come un suo figlio perduto, ha persuaso il mio cuore, ha vinto e mutato del tutto la mia mente!

Queste parole penetravano fino al fondo l'anima di Maria. Un turbamento sconosciuto, misterioso, la riscosse tutta; ella riguardò incerta il giovine con un'espressione impossibile a dirsi. Ed egli tacque, e prostratosi a canto di lei, stette per qualche tempo in una mesta meditazione.

Poi si levò, e in atto più rispettoso e sicuro ripigliò: — Maria, ora tu lo vedi: non può essere che io t'abbandoni; ora sai quanto sia grande il bene che tu m'hai fatto, e conosci che il Signore non vorrà punirmi, se venni qui ad aprirti il mio cuore, se qui, innanzi a Lui, io voglio giurarti...

— Ah no! non dica di più, la fanciulla l'interruppe, sostenuta da un'occulta forza della sua virtù. Io benedico il Signore, perchè ha esaudita la più ardente delle mie preghiere; ma altro io non posso fare che questo!... No, no! da qui innanzi, oh! non pensi più a me... Io sono abbastanza felice!

— Di che parli tu mai? la tua virtù, la tua innocenza meritano ben altro premio e maggiore di quello ch'io ti posso dare. Ma tu forse dubiti ancora, tu pensi che io non ti dica la verità!... Oh credilo, Maria, io non potrei mentire con te! la sola cosa che m'affanni, è il dovere aspettar tanto ancora a far palese a tutti il mio cuore. Tu non conosci il mondo e le sue opinioni più dure d'ogni legge; e io non ne ho mai sentito il peso, come in questo momento. Bisogna ch'io taccia e nasconda a tutti, e più che ad ogni altro a mio padre, questo segreto che confidai a te sola. Qual ch'essa sia la mente d'un padre, dev'esser venerata, temuta. E io non avrei forza adesso per andare incontro a tutto il suo sdegno, e più che allo sdegno al suo dolore; ma presto verrà un momento più propizio per rivelargli l'animo mio... Tu vedesti, Maria, com'egli pensa e come vive; ma non sai che una risoluzione come la mia è per lui un delitto, una vergogna da non esser perdonata mai più ad un uomo; tu non sai ch'egli potrebbe fors'anche gettar sopra di me la sua maledizione!

— Oh! che dura prova dunque le toccherà di sostenere! rispondeva la fanciulla con atto pietoso. Ma Dio le ha fatto conoscere la verità, ed egli le donerà anche la sua grazia.

— Se tu lo preghi per me, o Maria, egli lo farà!... Ma intanto, ah! non costringere il tuo cuore a rifiutarmi!

— No, no! sento ch'è impossibile! io devo abbandonarla, io devo tornare presso a mia madre.

— Giammai, giammai!... Consolati, o Maria, e spera!

In quel mezzo, entravano alcuni buoni fedeli. Arnoldo s'allontanò dalla fanciulla, e maravigliato quasi di quel severo senso di rispetto ch'essa, con le sue poche parole, aveva saputo destargli nel cuore, turbato e incerto uscì della chiesa.