Maria restava tuttavia inginocchiata. S'udì il secondo, poi il terzo tocco della campana; e il sagrestano ricomparve, e accese le lampane e i ceri dell'altare. Il piccolo tempio a poco a poco s'affollò di modesta e buona gente, venuta dalle soffitte, dalle botteghe, dalle cure casalinghe, dal lavoro, a ringraziare il Signore; anime contente e semplici, a cui la fede non manca mai, perchè è necessaria alla loro vita, come la fatica delle braccia. Echeggiò la vôlta della chiesa delle sacre litanie, e il fumo dell'incenso avvolse con l'odorosa sua nube l'altare. Il popolo era d'ogni parte divotamente inginocchiato sul nudo terreno; la sua orazione fu breve e rozza, ma sincera; e il sacerdote la benedisse in nome del Signore.
Tutti se n'andarono; la chiesa tornò vôta e oscura, e Maria era ancora prostrata nella sua umile e fervida preghiera. L'anima sua, nella pace di quelle sante pareti, aveva abbandonata la memoria de' giorni dolorosi ch'eran passati, e quella stessa timida e vereconda speranza che faceva l'unico suo bene su questa terra: domandò a Dio di viver pura e senza rimorso com'era stata fin allora, e nelle sue mani pose le propria vita e tutti gli affanni che a Lui fosse piaciuto di mandare sopra di essa. E poi fece le sue orazioni della sera, con quell'ardente affetto, con che le ripeteva nei primi anni della sua fanciullezza; e non dimenticò il nome della sua povera madre lontana, nè l'anima benedetta del padre suo.
Una fiducia mesta, ma pur soave, e una consolazione che non era di questa terra, mitigarono, come benefica rugiada, il cordoglio di quella vita debole e combattuta, la sollevarono, e la fecero ritornare alla pace della sua virtù mansueta.
Quando si rialzò, s'accorse che era sola nella chiesa; e in quella, il sagrestano le s'accostò per avvertirla che l'ora di chiudere la porta era venuta. — Allora uscì chetamente, ma appena trovossi in mezzo della via, in quell'ora insolita, e intese il noioso frastono ch'empie le strade al cominciar della notte, si smarrì tra l'ombre fitte che le pareva di vedere agitarsi, e tra lo smorto chiarore delle lanterne che tremolava in mezzo alla nebbia; sicchè quasi non sapeva a qual parte indirizzarsi. Per buona ventura la casa non era lontana, ed essa raddoppiò i suoi passi e il suo coraggio. Ma il giovine amante che poco lontano l'aspettava, appena la scorse uscire della chiesa, le si mise dietro a breve distanza, e la accompagnò fino alla sua dimora. E Maria non se n'avvide; chè ell'era tutta ricreata da' suoi nuovi e tranquilli pensieri, e nella sua gioia nascosta si confidava di poter essere ancora felice.
IV. L'ONESTÀ DEL POVERO.
Il cameriere di lord Leslie apriva con cauto riguardo l'uscio della sala, in cui al consueto se ne stava ritirato il suo signore, e facendo una gran riverenza, annunziava che un prete, il quale già s'era presentato un'altra volta in quella mattina e che dicevasi l'abate ****, aspettava l'onore di poter parlare a Milord.
— A me? chi può esser costui? Io non ho mai conosciuto alcun prete italiano! rispose seccamente il vecchio signore, senza alzar gli occhi dalla tavola a cui sedeva, e su la quale erano spiegate e sparse molte lettere e carte.
Il cameriere non ardì far nessuna osservazione. Ma Elisa, che per avventura era là seduta in compagnia di suo padre, alzando i suoi begli occhi verso di lui, — Oh noi lo conosciamo, padre mio, disse; è il fratello della nostra Maria!
— A quest'ora non ricevo alcuno, lo sapete! soggiunse il lord, e ripigliò in mano il Morning-Chronicle.
— Deh lasciate ch'egli venga! Forse vorrà parlarne di sua sorella; e, voi non lo sapete... essa, già qualche tempo, non ha più bene....