Intanto Maria era corsa ad aprire.
Si presentaron due sconosciuti, col cappello basso su gli occhi, abbottonati fin sotto al mento in un palandrano nero. La fanciulla diede un grido, e balzò indietro atterrita; la vecchia spalancò tanto d'occhi, e facendosi ritta ritta su la persona, appuntò le braccia su l'anche, in atto di stupore e di dispetto.
Ma l'uno de' due sconosciuti, avanzatosi verso le donne, si pose l'indice della mano attraverso le labbra, e, — State zitte, disse loro, non v'inquietate, non gridate! Non veniamo per farvi nessun male, noi siamo impiegati, facciamo il nostro dovere; e non si cerca di voi. Ma, per amore, silenzio!
— Eh! ch'io non so niente, e qui non c'è nessuno, cominciò a gridare la vecchia. E... e...
— Silenzio, dico, adesso! ripetè colui; risponderete a quel che siamo per domandarvi. E voi, soggiunse voltandosi al compagno — una faccia lunga, scura e smorta, che gli stava sempre alle calcagna, come la sua ombra — ponetevi là, a quel tavolino, e scrivete!
E l'altro fece, senza dir nulla.
— Siete voi la vedova Giuditta ****? chiese allora l'uomo che parlava.
— Sì, son io! rispos'ella; ma perchè voi... perchè lui... perchè io...
— Voi, tacete! e la giovine qui presente è la nominata Angiola Maria ****?