— Son io quella, rispose alla sua volta la fanciulla, ma con voce debole e tremante.

— Bene! E si rivolse di nuovo alla vecchia: Abita in casa vostra il prete Carlo ****, fratello di questa giovine?

— Sì, ma è solamente da pochi dì, ch'io stessa gli ho fatto il piacere di tenerlo qui, con sua sorella; e l'ho fatto perchè siam vecchi amici, e se a questo mondo non ci fosse un po' di carità...

— Basta, tacete! Non ho domandato questo.

— Ma se non posso tacere! Sono una donna onesta, nè voglio che nessuno...

— Tacete! vi replico, e badate a me. Da quanto tempo quel prete abitava qui?

— Fanno giusto quindici giorni ieri...... fu un venerdì! Quando si dice!... Ecco che cosa vuol dire un venerdì!... In verità santa, è una cosa da non credere... Una storia simile non m'è capitata mai!

— Volete finirla con queste chiacchiere inutili? Ditemi piuttosto, dove tenete la roba del vostro ospite?

La Giuditta, inasprita più che mai, non sapendo comprendere la ragione di quell'interrogatorio, rispose alzando le spalle, e con un gesto indicò l'altra camera; poi si mise a guardare or l'una or l'altra di quelle due faccie, per vedere se le riuscisse di poter raccapezzare qualche cosa di così fatto garbuglio. Ma l'uno senza complimenti, preso un lume ch'era sulla tavola, l'accese, e passò nella vicina stanza, come fosse in casa sua; e l'altro intanto continuava a scrivere col muso duro, con gli occhi inchiodati sul suo scartafaccio.

Maria, tutta piena di spavento, non osava quasi respirare; essa aveva indovinato che il suo povero Carlo correva qualche gran pericolo, che coloro eran venuti per metter le mani sul fatto suo; e, resa ardita dal suo stesso terrore, si mosse per correr dietro a quell'uomo, e domandargli, per la pietà del cielo, che cosa fosse avvenuto del fratel suo. Ma colui, avendo trovato di là ciò che cercava, ricomparve su l'uscio, tenendo sotto il braccio un piccolo fascio di carte, e alcuni libri (erano le memorie, il breviario, il vecchio Dante e la Bibbia del buon prete). Pose il tutto su la tavola, rilegò con somma diligenza il fascio, e v'improntò, senz'altro dire, un gran suggello. Poi, volgendosi alla giovinetta, tolse fuori e le porse una lettera dicendo: — È di vostro fratello! Per quest'oggi la nostra incombenza è finita. Buona notte!... E fece un cenno al collega; il quale si levò, ripose via il grosso scartafaccio, e si chiuse di nuovo nel suo palandrano. E per dov'erano venuti, uscirono.