In quel dì solenne, Maria aveva speso i piccoli risparmi del suo guadagno per far celebrare una messa di suffragio per l'anima di sua madre; e poi era venuta a visitare un'altra volta quell'angolo santo, a ripetere una di quelle orazioni, delle quali non è parola che non salga nel cielo. Era là, in ginocchio, con la persona abbandonata mollemente e come stanca; e lasciando cadere sul grembo le mani intrecciate, rivolgeva al cielo la faccia, in quel soavissimo atto in che il Bartolini ha scolpito la sua divina statua della Fiducia in Dio. Affissandosi alla lontana dimora de' cieli, le pareva che l'anima di sua madre potesse di lassù vederla, e che ancora le benedicesse; e in fondo del suo cuore, mista alla dolcezza di quel sacro dovere, si risvegliava una segreta fidanza, una virtù tranquilla, che il Signore non l'avrebbe abbandonata mai. Il solo pensiero che in quell'ora dolorosa le fosse grave era quello di non sapere in qual altro canto di terra avessero portato a riposare per sempre lo sventurato suo fratello, di non potere almeno spargere qualche lagrima là, dove forse nessuno mai aveva detto un requiem.
Così, benchè sola al mondo, la povera orfana ritrovava ancora la pace nel sentimento religioso dell'innocenza e nella memoria de' pochi che l'amarono! Così, il ricordarsi di quel primo affetto, che sull'alba della vita era stato per essa un amaro disinganno, non la turbava più; non era che un'idea di tranquilla rassegnazione, o un sospiro di timida speranza! Anche il pensiero, che spesso l'assaliva, d'esser predestinata a morir giovine, allora non aveva più spavento per lei; era anzi come la mesta aspettazione di chi non vede l'ora che sia adempita una promessa. Essa aveva già assaggiata l'amarezza d'altri contrasti e d'altre angustie, in quel breve tempo ch'era passato dopo la misera morte del fratello e della madre; e nessun legame più l'univa alla terra.
Angiola Maria, dopo perduta la madre, restò per qualche settimana ancora nella casa della signora Giuditta la vedova del maggiordomo; e visse colà abbandonata, ma paga almeno di poter nascondere a tutti il travaglio del suo cuore. Ma quando, a poco a poco, il dolore si fece un po' quieto, e la mente tornò a' pensieri della vita e dell'avvenire, allora conobbe che anche troppo a lungo la vedova s'era pigliato carico di lei, e ch'ella, giovine e fresca com'era, doveva oramai cercare altrove di che vivere con la fatica delle sue mani. Sulle prime deliberava di tornarsene al paese, dove confidava di poter ancora compire onestamente i suoi pochi dì. Ma poi, non ebbe cuore di abbandonar così presto quel luogo dove suo fratello e sua madre eran morti, e dov'essa aveva amato e sofferto.
Una mattina dunque, prese il buon punto che la sua vedova amica, la quale, come sapete, era una donna piena di buona volontà per il prossimo, doveva andarsene non so dove, per certa raccomandazione; e arrossendo con una vezzosa modestia: — Ho a pregarla anch'io di una cosa, signora Giuditta, ho a dirle....
— Cosa volete? dite pur su col cuore in mano, la mia figliuola!.... Così la vedova, dopo la morte di Caterina, era solita di nominar l'orfanella, come una pietà segreta le suggeriva.
— Ecco qui, diceva Maria, lei ha fatto anche troppo per me; e io vedo in vece di non essere al mondo altro che un peso a quelli che m'han voluto bene... Ah sì, di quanto disturbo, di quant'angustia le siamo state causa noi, la mia povera mamma, e io massimamente! Oh così potessi almanco fare anch'io qualcosa per lei!... Ma pur troppo; non posso altro che tenermi nel cuore il bene ch'ella m'ha fatto, e pregare il Signore, che a lei ne renda altrettanto....
— Oh! non istate a dir così, poverina, chè avete sofferto anche troppo; e io non ho potuto far niente per voi....
— Lo può far adesso, signora Giuditta. Gli è un pezzo che ci penso, e capisco ch'è una vergogna... Buona come sono a guadagnarmi quel poco che mi può bastar a vivere, non devo star qui, come fin adesso, d'incomodo a lei e di bene a nessuno... È ben vero che fuori di lei non ho più chi pensi a me, non ho più a cui pensare: ma, tant'e tanto, ho risoluto d'allogarmi in qualche maniera, di mettermi a qualche servizio. Dica lei stessa, se non è vero che così fo bene?...
— Sì, la mia figliuola! avete un cuore, che dirlo è poco; ma v'andate cruciando a torto, e dovete star con me.
— No, no: è già troppo gran tempo, le ripeto; o non bisogna da vero che la vada così, perchè n'avrei sempre rimorso in cuore....