— Ma cosa pensate dunque di fare?
— Le dirò: prima volevo quasi tornarmene al mio paese, chè là forse potrei ancora trovar qualcheduno che si ricordasse di me; ma poi, venuta al punto di dir addio per sempre a questo luogo, dove avrei dovuto lasciare tutto quanto io aveva di caro, non ebbi forza di farlo; chè quasi mi pareva di perdere per la seconda volta la madre mia. Oh la mi compatisca, signora Giuditta! chè, in verità, c'è de' momenti, ne' quali non so nemmen io perchè sia ancor qui! Ho pochi anni, è vero... ma, adesso, che ho a fare a questo mondo?...
— Oh vi compatisco sì, ma certe cose non bisogna poi prenderle tanto sul serio, perchè staremmo freschi allora! Già lo so che avete la testina un po' guasta.... È stata una gran benedetta signora quella nostra padrona! e coll'avervi tenuto con sè ne' vostri primi anni e fatto imparar a leggere e scrivere troppo presto.... Vedete, certe idee che avete voi, io non le ho mai avute, nè anche in sogno.
— Ma, lei è buona, e non m'abbandonerà così! Per carità dunque, lei che conosce tante brave persone, mi raccomandi a qualcheduna: chè mi trovino un posto qualunque, un luogo, un servizio, tanto che mi dia come poter campare questi dì che m'avanzano; io cerco poco, e purchè, come le ho detto, non abbia a darle più questa noia, io m'accontento.
— Lo farò, Maria, se voi lo volete, lo farò: oh vivesse ancora la buon'anima di mio marito! quello era un uomo di proposito; ha servito sempre delle eccellenze..... ah! ma saran quasi vent'anni ch'è morto!...
— O signora Giuditta! una buona parola soltanto, a qualche pia dama, a qualche signora.... può valer molto; e io la terrò come un nuovo benefizio.
— Bene, sì! parlerò, vi prometto, lasciate pensare a me... Andrò questa mattina stessa dal signor canonico ****, ch'è un bravo, un sant'uomo, e che conosce tutti gli ottimi signori di Milano.... Ma, non credeste mai che non vi volessi più in casa mia!...
— Oh perchè, dopo tutto il bene che m'ha fatto, mi vuol dare questa mortificazione? No, no! l'assicuro, signora Giuditta, quel che le ho detto è il più vivo desiderio che mi sta in cuore!
— Dunque farò come volete, e quando prometto io... — E fattole una carezza, se n'andò.
Benchè la Giuditta fosse una donnicciuola sincera, e avesse, per dir vero, fatto qualche bene alla nostra fanciulla e a sua madre, nella passata loro strettezza, pure non intendeva di prendersi sopra di sè il peso di quella giovine; la quale, secondo lei, aveva mani e braccia come tutte l'altre, e non era che un po' ammalata di testa. E poi, siccom'essa era sempre stata avvezza a quel monotono andare di vita, a quel piccolo inerte egoismo d'una vecchia governante pensionata, così quel gran guai ch'era sopravvenuto al povero vicecurato, le era parso un pensier del malanno, un garbuglio, un finimondo. Far del bene al prossimo, sì — pensava la Giuditta — quando per l'altrui bene non ci vada il nostro, la salvezza dell'anima, come andrebbe qui; perchè la cosa è seria e brusca.... E se la Caterina era una buona donna, e se la Maria è una tosa d'oro, c'è però di mezzo quella storia scura del prete, che non ho mai potuto capire, e di cui ho fatto bene a tacer sempre, come m'aveva saviamente consigliato il signor Giosuè.