— Ah! ah! son proprio contenta! Non l'avrei mai creduto; e come?... e dove?...
— Sì, dilla su, com'è stata? dunque l'ha avuto anche lei il suo bello, eh? altro che prediche, che amor del prossimo!
— Ah! l'ha avuto anche lei l'amoroso? Egli l'avrà piantata, e per questo arrabbia che noi ce lo teniamo!... Oh conta, conta su!
— Ma io non so altro... ma non posso dire... E poi io nol fo per vendetta, perchè io le voglio bene alla Maria... Così, ma inutilmente rispondeva la maligna Carlotta, mentre tutte le eran d'intorno, e chi per un braccio la pigliava, e chi le scuoteva un lembo dello scialle, e chi le tirava i nastri del cappellino: pareva quasi giocassero a gatta cieca.
Maria rivolse alle compagne uno sguardo in cui appariva più la preghiera che il compatimento; ma quelle continuavano a ridere, a chiacchiere con gran bisbiglio; e non vi fu che la Luisa, la quale, forse per gratitudine, fattosele vicina, le disse all'orecchio: — Buona Maria, scusami se tutto è per cagion mia!... E le diede un bacio di cuore.
Certamente, il giuoco avrebbe preso mala piega, se in quel punto non ricompariva la crestaia. La quale, veduta quella confusione, e intesa quella strana armonia di risa e di voci, si fermò nel bel mezzo della bottega, e girando un'occhiata lunga e severa sul crocchietto delle inquiete alunne, che alla sua presenza s'eran ricomposte in silenzio, umili, quatte e stupite, fece loro una solenne gridata, ch'egli era un pezzo che non toccavano la compagna; e con questa le congedò una dopo l'altra, che non vedevano l'ora d'andarsene.
La piccola Luisa fu l'ultima, poi che dovette aspettar che venisse il caro suo fratello; e n'aveva tanto corruccio che dispettosa batteva i piedi. Ma appena lo vide metter il capo dentro la porta invetriata della bottega, strisciò una goffa riverenza alla maestra crestaia, e poi subito scappò via, come un uccello.
Chi avesse avuto il capriccio di tener dietro a quelle farfalline, n'avrebbe veduta una, appena fuor dell'uscio, pigliarsi al braccio del bel giovinotto che stava ad aspettarla, avvolto, come il conte d'Almaviva, nel suo mantello; un'altra andar sola sola, rasente la muraglia, e via dilungarsi in mezzo della gente; un'altra poi, giunta a capo della via, arrestarsi, e guardar con ansietà di su, di giù, per ogni parte, in atto di chi cerca alcuno che non compaia; e questa stringersi presso la compagna, raccontare cammin facendo i suoi gelosi misteri d'amore; e quella dare una scrollatina di spalle e raddoppiare i passi, se avveniva che qualche mal capitato zerbino le augurasse la buona notte o le stendesse la mano indiscreta; in somma, una di quelle scene tra il chiaro e l'oscuro, così deliziose a' nostri giovani eroi che vanno in volta per la città, paladini notturni, in traccia d'amorose venture, come i bracchi dietro l'acceggia.
In quella sera, quando si ritirò nella sua camera abbandonata, Maria benedisse il cielo di poter finalmente lasciar libero sfogo a' suoi sospiri. La sua mente era più che mai agitata da mille immagini dolorose; ma soprattutto l'angustiava un dubbio, un sospetto, un pensiero spaventoso, ch'ella non osava confessare al suo cuore.