— Io aveva tanto bisogno di riposo, eppur sento che il mio cuore sostiene ancora una fiera guerra. Se ritorno coll'anima su la vita passata, mi ricordo che a quindici anni io contava già amari giorni; che talvolta io mancava sotto il peso della noia, e tal altra la mia mente perdevasi nell'infinito. Ma almeno allora io poteva piangere... Oh perchè la povera mia madre mi fu tolta sì presto! Io avrei vissuto dell'amor suo, dell'amor suo, unica virtù di tutta la mia vita! Oh perchè mio padre fu sempre così avido di grandezze, e io così indifferente a ciò che chiamasi gloria e fortuna?... Se una passione cieca, violenta m'avesse trascinato, come tant'altri ch'io vidi e conobbi, sarei forse meno infelice che adesso non sono. Io non so qual condanna s'aggravi sul mio capo; ma so che ho sofferto, ho veduto piangere e soffrire quei pochi che mi amarono... No, no! gli è meglio ch'io discacci questi dolorosi pensieri...
E tornava a passeggiare, e l'anima cupa gli si leggeva su la fronte sdegnosa; i suoi passi erano più concitati, e gli occhi torbidi e irrequieti, segno della tempesta che dentro sopportava. Alia fine rimase per qualche tempo immobile, come se i suoi pensieri tacessero; poi si gettò sopra una seggiola, abbandonò gravemente il capo fra le mani, appoggiandosi alla tavola ch'era presso il camino; e di nuovo s'immerse nelle più scure fantasie.
— È impossibile! il mio cuore non ha più che un'illusione sola... Quell'oscura fanciulla, l'unica che, io abbia amato coll'anima mia, l'unica che non abbia ardito confidare il suo al mio affetto, e che pure mi ha amato, anch'essa m'abbandonò, non è più qui! Dunque non la vedrò più, io che sperava di trovar vicino a lei una pace che per breve tempo ho pur gustata, in que' pochi giorni fuggitivi, i soli giorni che con dolcezza io richiami!...
— Buona e povera Maria! anche tu hai portato il peso del dolore, ma pure fosti meno sventurata di me. Non sono io sulla terra solo, al pari di te? ma tu vivi ancora la tua vita pura e tranquilla, non hai il cuore turbato dalle tempeste che agitano il mio; l'affanno t'ha oppressa, ma le tue lagrime sono silenziose e care, sono le lagrime della virtù e della rassegnazione: io in vece non posso piangere, e se piango, non son lagrime di conforto, ma di disperazione!... Oh le mie notti! le ore terribili della notte così gravi e mute, e piene di fantasmi! È allora che la mia mente va farneticando nelle tenebre, che l'anima mia si dibatte, come in un mare senza confini. Tenebre dappertutto, nel dì e nella notte, su la terra e nel cielo, tenebre il passato e l'avvenire, la vita e la morte!... O Signore! questa è la fede che tu m'hai data?... Eppure, io credeva!... e quando pregai d'essere ricevuto nel grembo della tua Chiesa, allora il cuor mio era sincero, era sicuro e forte. Deh! come in allora, ponmi al fianco, o Signore, alcuno che mi ami, e mi ricordi sempre che questa fede non è un sogno dell'anima, ma la vera, l'unica consolazione della vita!
— Oh! che sarà mai intanto di Maria, di quell'innocente creatura, che per l'amor mio è fatta infelice? Io devo cercarla, ridonarle la pace che le ho tolta, e, quantunque io non possa più restituirle nè madre nè fratello, potrò almeno, se il cielo consente, e s'ella mi crede ancora, tenere il mio giuramento. E Dio che l'ha benedetta, benedirà me pure!
Di lì a poco, alcuno bussò leggermente all'uscio della stanza. Era un giovine di bell'aspetto e di modi cortesi, un tale che noi conosciamo da poco in qua; era Eugenio, l'amico della graziosa alunna crestaia.
Com'egli avesse fatto la conoscenza d'Arnoldo Leslie, perchè si fossero poi legati, io ve lo dirò adesso, se vi piace.
Il giovine inglese era tornato in Italia due mesi prima, nell'ottobre; e, come ben lo pensate, col disegno di trovar Maria, la quale gli stava sempre nel cuore; era stato il primo amor suo, era il solo anello che ancora lo attaccasse alla vita.
Attraversata Francia e Svizzera, poi venuto a Como, s'era fatto trasportare senza indugio al paesello di Maria. La prima gioia che gustasse, dopo tanto tempo, fu al salutare la bella riva e quella conosciuta e amata dimora; egli pensava di trovar colà, nella loro pace di prima, Maria e sua madre... Balzò dalla barca, cercò impaziente con gli occhi la casetta: le finestre eran tutte chiuse; solo vide semiaperta un'imposta della porticella di strada, e seduta a capo degli scalini la vecchia Marta.