— Oh il cielo vi benedica! ma ch'io fugga sul momento... Domani, questa notte... qui io sarei già morta!
— Sentite bene! raccogliete qualche cosa del vostro; poi, senza strepito, zitta e lenta, andate a basso, ch'io starò giù ad aspettarvi appiè della scala... Per una fortuna del cielo, ho qui una vecchia chiave dello sportello: vi metterò fuori e, se v'accontentate d'un povero cantuccio per questa notte, bussate a quella porticina qui poco lontano, la seconda voltato il canto: vi stanno una mia sorella e Brigida la mia figliuola; dite che vi mando io; v'apriranno, e sarete la ben venuta: domani poi, all'alba, verrò anch'io; e intanto il Signore v'inspirerà che cosa fare.
— Ch'Egli vi dia del bene! Non sarà mai che il mio cuore dimentichi un benefizio sì grande!... E stringeva con affetto le mani dell'onesto famiglio; e su quelle cadeva una sua lagrima, una lagrima di riconoscenza.
Questo colloquio agitato, sommesso, fu cosa d'un momento. Un momento dipoi, Michele era scomparso; e a tentone attraversando la stanza vicina e l'antisala, con gran cautela disserrò l'uscio che rispondeva sul pianerottolo della scala; lasciatolo socchiuso, discese, e si pose con animo inquieto ad aspettare, presso la porta di strada.
Maria intanto, tutta ancora smarrita e tremante, era rientrata nella sua camera, e non potendo sopportar l'angoscia che le toglieva quasi il respiro, abbandonavasi per poco su d'una seggiola, sentendo bisogno più che mai di racquistare tutto il suo coraggio. Poi, riscossa da quel letargo, al destarsi di nuovo spavento, si racconciò in fretta nella sua semplice vesta, e già s'era mossa per uscire, quando le sovvenne di pigliar seco il rosario benedetto che la madre le aveva confidato al suo letto di morte. Tornò indietro, lo cercò fra le cose sue, che aveva lasciate; e trovatolo, con un santo pensiero infantile, e non sapendo quasi quel che si facesse, se lo pose al collo.
In quella, apparve su l'entrata della camera la stupida, esosa figura del signor Cipriano. Egli aveva trovato schiuso l'uscio, e non volle di meglio; chè, vinto il primo passo, si teneva sicuro del fatto suo. S'avanzava pian piano, con un andar rotto, incerto; e sul volto acceso dal fuoco del vino, gli si leggeva il sinistro ghigno d'una compiacenza che aveva qualcosa di bestiale. Egli volle parlare, balbettò; ma, al primo vederlo, la fanciulla mise un disperato grido, un grido soffocato dal terrore, e corse a nascondersi nel più lontano angolo della stanza. Il vecchio continuava ad avvicinarsi tentennando, e sogghignava, e teneva sempre sovr'essa gli occhi intenti e bramosi.
Quando fu vicino alla debole sbigottita creatura, la quale, rannicchiata sul pavimento, tentava di farsi scudo delle braccia tremanti, nè osava di respirare, come se un respiro solo avesse potuto perderla, il vile vecchio distese la destra per sollevarla dal terreno, e chinossi lentamente sopra di lei.
Allora, inspirata dal suo verginale coraggio la giovinetta levò la testa, e con uno sguardo sublime, ardente di disprezzo e di vergogna, fissò gli occhi sicuri e innocenti su la delirante faccia del vecchio. Il quale, colto da involontaria tema, ristette scompigliato, e diede addietro due passi. Essa continuava a guardarlo, senza dire parola: quell'aspetto laido e ributtante, le suscitò nel cuore un fremito così doloroso che per salvarsi dall'orrore che l'agghiacciava, come se le fosse sorta dinanzi l'apparizione d'un demone, strinse con ambe le mani la sacra medaglietta del rosario che le pendeva sul seno, e la baciò. Quel bacio fu più che una preghiera, più che un voto.
Il vecchiardo, il quale, non aspettando quella scena, temeva quasi di vedersi fuggir di mano la sua preda, fece i due passi che lo dividevano da lei, e chiamandola a nome e ringhiando, allungò di nuovo le braccia per afferrarla; ma la fanciulla con un rapido balzo distaccossi da lui, e fuggendo corse verso l'uscio. Allora il reo vecchio, fatto più audace dall'impensata resistenza, le attraversò la via, brancicando qua e là, e dando pugni all'aria per trattenerla nella sua fuga; e sentendo la poveretta con dolorose grida invocar misericordia e soccorso, egli ruppe in maledizioni, e inseguendola d'ogni parte, giunse ad afferrarla per le mani; ma a quell'impuro tocco, poco mancò che Maria non cadesse svenuta.
Egli mischiava intanto preghiere e bestemmie con rauca voce, e ripeteva parole insensate, atroci; e serrando i denti per l'ira, e quasi schizzando fuoco dagli occhi grifagni, minacciava, minacciava d'ammazzarla se non tacesse.