Ripigliò il cammino, e ben tosto trovossi all'imboccar della strada maestra. A mano a mano ch'essa progrediva, il nebbione si levava più denso e cupo, stillando i suoi umidi e crassi vapori nell'aere gelato. Già non era più di due miglia lontano della città: e qualche viandante povero come essa, e alcune carrette e calessi tenevano quella via. Sicchè essa allora si sentiva a battere il cuore più sicuro di prima, quando camminava sola per la strada di traverso.
Passò davanti al portone d'una vecchia taverna, che spiccava con le muraglie sgretolate e tutte nere di fumo sotto le tettoie biancastre per la neve caduta: il carro d'un mulattiere era sotto il portone, e dalle grate di legno delle finestre usciva a lampi il chiarore d'una gran fiamma rossiccia. S'udiva, ora distinto, ora confuso, uno strepito di molte voci, un alto e sonoro scrosciar di risa: la fanciulla tremava di freddo e continuava per la via, seguendo intanto con l'anima la storia de' suoi mesti pensieri.
Non molto dipoi, il suo orecchio fu percosso da un rumor di ruote e di cavalli; e quel carro, che aveva veduto sotto la porta dell'osteria, le passò vicino: lo conducevano due giovani e robusti mulattieri; uno de' quali seduto di traverso su la schiena d'un vigoroso mulo, cantava a piena gola, sur una rauca e strana solfa; e l'altro camminava a fianco del carico, traendo spesse boccate di fumo da una corta pipa di gesso che teneva inchiodata in un angolo delle labbra, e facendo agli orecchi delle bestie chioccare a grandi scoppii la sua grossa scuriada.
Quando i due ebbero adocchiato la fanciulla cominciarono un l'altro a parlarsi in un rozzo gergo, alternando fra loro certe risa sguaiate e certi atti misteriosi, che la giovinetta ne raccapriciò tutta, e più stretto si chiuse sul viso e sul seno il rozzo panno che la copriva, rallentando i passi per rimanere indietro. Ma un d'essi, mettendo fuori un aspro gorgheggio che somigliava all'urlo d'un mastino, attraversò d'un salto il fossatello che lo divideva dal sentiero dov'era Maria, e le si piantò dinanzi, ficcandole nella faccia gli occhi arditi e travolti. La fanciulla gelò, e arretrandosi con un involontario ribrezzo chinò la testa e si coperse il volto con le mani; l'altro allora, al quale era cosa nuova quella paurosa modestia, le si fece incontro più audace; e con un motto vergognoso, che ripetè con la buona intenzione di calmar gli scrupoli della giovinetta, le profferse di far la strada in compagnia.
Ella non rispose; ma d'improvviso volgendo le spalle allo sfacciato, cercò di salvarsi dalle sue mani col fuggire: il terrore le dava l'ale, ma il giovane la seguiva, la incalzava; e l'altro mulattiero, veduta la scena, balzava dalla groppa della sua cavalcatura, e correva anch'esso in aiuto del compagno.
Maria ansante, affannosa, fuggendo, guatava per ogni parte se alcuno giungesse, e nessuno si vedeva. Già i due le stavano sopra, e con avide braccia, come una colomba che due falchi si contendano, già l'abbrancavano; quand'ecco un uomo sbucar fuori da una viuzza della campagna: era il vecchio mendicante, che Maria aveva incontrato al ponticello del torrente. Costui la vide, corse, gettossi fra la fuggitiva e i due inseguenti; e strinse al suo seno la sbigottita fanciulla, con un braccio che l'ira fece ancor forte, nel tempo stesso che levò l'altro armato del nodoso bastone, minacciando di romper l'ossa al primo che si fosse avvicinato: tutto fu un istante.
I due compagni, sorpresi dall'imbarazzo si guardarono in faccia un l'altro; ma il vecchio, con ferma voce, gridò: — Non fate un passo, o scellerati, e tornate per la vostra strada! Io non ho paura di voi; e voi accopperete me, vecchio come sono, prima di toccare a questa fanciulla la punta d'un dito!
— Cos'ha mai questo demonio di vecchio? disse uno allora; e l'altro: — Malann'aggia il dannato che guasta il fatto nostro! E come c'entri tu, vecchia tramoggia dismessa? Vanne al diavolo che t'aspetta, o t'avrai a pentire!... E tutt'e due allora fecero per iscagliarsi sul mendicante, e strappargli di mano il bastone, ch'egli teneva ancora sollevato in atto di minaccia su le loro teste. La giovinetta aveva gettato le braccia al collo del suo difensore, e vi si teneva stretta, avvinghiata.
— Lasciatela stare, per dio! il vecchio riprese con accento disperato, lasciatela stare: ella è mia figlia!...