Ma rivolse il capo dall'altro canto, e gli occhi suoi s'incontraron negli occhi d'un giovine di nobile aspetto, che, incrociate sul petto le braccia, la contemplava silenzioso, ma sorridente. Essa lo guardava, e coll'incertezza dello sguardo pareva domandar chi fosse quel giovine. Allora tutti i suoi pensieri si sollevarono nella mente, si confusero, le ripiombarono in un punto sul cuore; la speranza che tutto fosse stato un sogno era svanita... Distolse gli occhi da lui, gettò le braccia al collo di Marta, che s'era fatta a lei più vicina; e tutto nascondendo il viso in quell'amplesso si mise a piangere, come si piange quando con le lagrime a lungo represse si può sfogar un dolore raggruppato per tanto tempo nel cuore.
— Oh! cosa le avete voi fatto, signor Arnoldo?.. domandò la Marta, posando in atto di compassione la destra sul capo chino della giovinetta.
— Io l'ho amata!.. rispos'egli.
In quel mezzo, il medico comparve su l'uscio della camera. Maria era ricaduta sui cuscini del letto, in un nuovo spossamento di tutte le forze. Il dottore le si avvicinò, studiò con attenzione il suo volto colorato allora d'un leggier vermiglio, e gli occhi incavati e morti; le toccò i polsi, che rispondevano con ardenti e ineguali bàttiti febbrili, e conobbe che il male era più serio che prima non pensava. Ma, benchè in cuore lo sentisse, pure tacque al giovin forestiero il suo fatale sospetto; e limitossi a ordinare alcune pozioni, e a prescriver novamente che lasciassero l'ammalata in un assoluto riposo, procurando di risparmiarle la più piccola sensazione di piacere e di dolore. E poi, si volse ad Arnoldo, e, fattosi un po' d'animo, gli comandò d'allontanarsi da quel luogo, se pur voleva che la vita dell'ammalata fosse salva.
Arnoldo obbedì a malincuore, ma obbedì. Uscito in compagnia del dottore, quando furon nell'andito, si fermò, e lo prese per la destra, dicendo: — Giuratemi ch'ella vivrà! con un accento che fece tremare il pover'uomo; il quale lo guardò, e balbettando rispose: — Oh! oh! oh! tutto sta nelle mani di Colui ch'è lassù!...
Chi amò veramente e pianse al terribile dubbio di dover perdere per sempre l'amor suo, immagini l'angoscia dell'innamorato giovine. Alla vita di quella creatura era allora attaccata la vita della sua fede, il coraggio dell'anima sua, tutta la sua speranza terrena. Fino a quel giorno, egli non aveva pensato mai esser così dura la solitudine a un'anima che ha bisogno d'amore e d'esempio; e quando ritrovò quell'angelo di pura bellezza, che nella sua mente egli aveva rivestito dei più ideali colori della virtù, confidò finalmente che il cielo si fosse riaperto per lui. Il solo pensiero di dover perderla ancora gli appariva tremendo, come l'anátema della disperazione; egli stesso non aveva creduto fino allora d'amarla tanto!
Il dì seguente, il medico dovette pur troppo confermarsi nel concepito sospetto; gl'indizi d'una lenta febbre di consunzione si manifestarono nell'ammalata; la sua notte era stata senza sonno; al letargo del dì innanzi eran succeduti il turbamento, il delirio, l'obblio del passato e il vago presentimento d'un termine vicino; e a tutto ciò ben presto s'aggiunsero una tosserella aspra e muta, e un assiduo languore. L'infelice si lamentava spesso d'atroci punture al cuore, d'un sordo tintinnìo negli orecchi, d'improvvise fiamme che le ardevano il sangue, le oscuravano gli occhi e la mente; e allora, le coltri le pesavano sul seno, le erano insopportabili; e, con un fievole gemito, diceva di non poter respirar l'aria che la circondava.
Poi succedeva un lunga spossatezza, e pareva che la sua vita andasse mancando, come un raggio che si dilegua; pareva che ogni ora dovesse esser l'ultima per lei. La buona Marta era sempre al fianco di quel letto; e la sorreggeva, e apprestava le medicine dal dottore ordinate: benchè essa nel suo cuore molto soffrisse, aveva forza di non piangere, e trovava sempre qualche pietosa parola per sostenerla. Ma quando l'ammalata era quieta, e ch'ella si sedeva sola a' piedi del letto, allora lasciava tacitamente scorrere le sue lagrime; e coll'anima sua semplice e fedele pregava, sempre in segreto, la Madonna.