— Questa condizione è dura, Maria; nè so come potrò obbedire...

— Ah! è necessario ch'ella s'allontani per qualche tempo, che torni in pace col padre suo!... Consoli le sue sorelle; e mi nomini a loro; a quella buona Elisa, se la si ricorda ancora del mio nome. Io intanto penserò a lei, sempre a lei, signor Arnoldo, ch'è stato così buono per me! Io non aveva più nulla a questo mondo, nulla fuorchè la mia onestà; ella ha avuto compassione di me, e io la benedirò sempre, pregherò sempre per lei!...

Arnoldo era commosso fino alle lagrime. Contemplava Maria con una muta tenerezza; e la piena degli affetti che agitavano il suo cuore, non poteva trovare un'uscita. Alla fine le si appressò umiliato, le prese una mano, se la recò alle labbra, la baciò, la bagnò del suo pianto, e:

— Addio, le disse, Maria! Addio per un anno.

— Addio! rispose con voce sicura la fanciulla; ma il suo cuore addolorato in quel momento tremò che non fosse per sempre.


Il seguente mattino, Arnoldo abbandonava quelle rive, abbandonava l'Italia. Tornato alla villa, dopo il colloquio avuto con Maria, vi aveva trovato alcune lettere d'Inghilterra, e fra queste una d'Elisa sua sorella, la quale dipingendole il rovescio ch'erasi fatto nella salute del padre suo, il terrore e l'abbandono in che essa e Vittorina vivevano, lo scongiurava a non perder nemmeno un'ora, a ritornar subito, a ricordarsi del nome che portava, e del dovere di figlio e d'Inglese, che lo richiamavano in patria. Questa lettera finì di persuadere Arnoldo. Bisognava dunque partire, senza riveder Maria, tutto il comandava: e chi sa anche s'egli potrà ancora arrivar a tempo per ricevere la benedizione del padre suo?

Egli dunque partì. Maria, che in tutta quella notte non aveva potuto chiuder occhio mai, s'era levata col sole, e se ne stava appoggiata al davanzale dell'aperta sua finestra, a contemplar di lontano la villa **** dov'egli abitava.

I balconi del terrazzo erano spalancati; quella parte della casa aveva l'aspetto d'un luogo abbandonato di recente. Quel pianerottolo deserto, quell'alto terrazzo, quelle vôte finestre, le mettevano nell'anima un'involontaria tristezza. I suoi sguardi calarono lenti e distratti al lungo della riva... In quel momento, essa vide una barchetta staccarsi dal piccolo porto che si apriva al piede della villa. Un uomo, chiuso nel suo mantello, era in quella, barca, la quale ben presto pigliò il largo; il barcaiuolo faceva forza di remi contro il vento che increspava tutta la superficie del lago. Un grido doloroso, invano trattenuto, le scoppiò dal più profondo del cuore... Allora, come fosse stato scosso da quel grido, Arnoldo levò il capo, e di lontano la riconobbe. Si alzò, stese la mano verso di lei nell'atto d'un ultimo saluto; poi, quasi oppresso da una forza prepotente, s'abbandonò di nuovo su la prora della barca: la quale fuggendo via via si dilungò rapidamente, finchè non apparve più che come un punto nero nell'iride dell'acque che riflettevano il sole nascente.

Ma quand'ebbe perduta di vista quella barchetta, la povera Maria sentì mancarsi il cuore: uno schianto improvviso la soffocò; e proruppe in lagrime d'amarissimo cordoglio, in quel piangere caldo e dirotto di chi non ha più speranza. Ella pensava che tutto era finito, che non l'avrebbe riveduto mai più.