Cercai la mia montagna,
Sognai la libertà!
Dopo un'ora buona di cammino (poichè su per la via de' monti, quando vi dicono una piccola mezz'ora s'intende un'ora grossa al manco) cominciammo a trovar le prime case del villaggio. Non si vedeva più neppure un lumicino, ch'era già spento ogni focolare; nulla che rompesse l'alta quiete notturna, se non il lontano romoreggiar del vento fra le cime de' pini e degli annosi castagni; talchè mi pareva d'attraversare un di que' paesi adombrati, morti, che talora ne fuggono dinanzi agli occhi ne' sogni. L'alpigiano mi condusse lungo la costiera per certe viottole che facevano giravolta a ogni cinque passi; e calando sempre, si fermò alla fine dinanzi un casolare isolato, dicendomi: — Questa è casa mia.
E battè forte all'uscio.
— Nessuno m'aspetta per certo, ripigliò poi: la mia vecchia e l'Assunta, la figliuola del mio povero Pietro, mi credono ancora laggiù alla fiera di Delebio; e il Sandro, quell'altro disutile che m'ha lasciato, sarà ancora sull'alpe con le poche bestie, finchè vi abbia pur qualche spanna di terra erbosa; le altre due grame vacche, poveraccie! le vendei sulla fiera: chè aspettiamo una trista invernata; e non potendo far vivere le bestie, bisogna pensare a campar noi.
Tornò a battere, e una voce rispose di dentro; poi s'udi uno strepitar di zoccoli accorrenti, e levarsi il travicello che sprangava l'uscio, e due donne in un gruppo comparir nel vano della porta: una d'esse teneva alzata dinanzi agli occhi una fumigante lampanetta che maggior lume non mandava d'una lucciola estiva.
— Oh Madonna santissima! disse la vecchia, siete voi?
— O caro il mio nonno! soggiunse la fanciulla che, vedendo uno straniero, ardiva appena far capolino dietro la spalla della vecchia. Che il Signore vi benedica! Ben lo diss'io che non poteva esser altri che voi.
Entrammo nel casolare. Il messere col quale, camminando di conserva, io aveva fatto più ampia conoscenza, e in cui veramente io vedeva uno di que' patriarchi di montagna che più non si trovano se non là dove si respira l'aria libera e pura, mi fece sedere sotto la capanna del suo camino, dinanzi un'allegra vampa di rami secchi che le due donne ebbero presto accesa sul largo focolare. Poi mi profferse di spartir con lui quella poca di cena che trasse fuor della sua bisaccia, un resto di pollanca fredda, e un bel pane bianco, messi in serbo la mattina: però che l'ospite mio, come poi seppi, era un di quelli che nel paese poteva dire la loro ragione, e possedeva terra e bestie, essendo da vent'anni e più il primo deputato della comune.
Piacquemi di trovare ancora fra queste buone creature un esempio dell'antica ospitalità a cui il mondo più non crede; e, rese grazie all'onesto vecchio della sua cordiale profferta, accettai di preferenza dalle mani della giovane montanina una colma scodella di fresco latte. L'Assunta era una fanciulla di sedici anni, una brunetta dalle pupille di foco e di forme spigliate e snelle: il breve guarnelletto turchino lasciava vedere un bel piede e una gamba fatta al tornio; il suo busto di lana rossa le serrava bene alla persona; e il bianco fazzoletto, che teneva aggruppato di sotto al mento, faceva spiccare di più i bruni contorni del suo viso e le due lunghe treccie di bei capegli neri che le scendevano sul seno. E pure non era bella l'Assunta; ma aveva nella sembianza quella dolcezza che annunzia la pace del cuore, e negli occhi vivaci quella gioia che accompagna i semplici pensieri: ma nel lindo suo vestire, nell'ingenua sua positura, seduta qual era sulla grossa radice d'un albero a canto del focolare e intenta all'avolo suo che andava narrando tutto quanto aveva detto e fatto da che s'era partito, l'Assunta mi parve in quel momento una poetica figura, e poco mancò che i miei pensieri pigliassero tutt'altro colore e che un diverso perchè mi facesse fermar dimora in quella lontana e povera vallata.