O mio Dio! È dunque vero? anche qui, anche ne' luoghi dove la vostra onnipotenza parla all'intelletto e al cuore con le meraviglie d'una natura vergine ed austera, la cattiveria e l'odio faranno germogliare la loro trista semenza? L'uomo, la vostra creatura grande e misera è lo stesso sempre e in ogni parte della terra? Dal tempo del primo fratricida il cuore umano non s'è dunque mutato?... Qual profondo mistero in ogni cosa! — E noi che siamo sì piccoli, noi che strisciamo per un giorno, come l'insetto, sulla faccia della terra, vorremo con audace intenzione sollevar la fronte insino a Voi, interrogarvi, e pretendere che il buono e il giusto trionfino a questo mondo?... O Signore, tenete la vostra mano sul nostro capo, e dissipate il fumo dell'orgoglio che n'accieca.
Le generazioni vengono, passano e scompaiono per sempre dalla terra ove tennero dimora. Chi potrà dire di qui a mill'anni i popoli che saranno sepolti sotto a questa parte di mondo?. L'Alpi e l'acque e tutta la contrada che mi circonda non hanno forse mutato anch'essi e rimutato aspetto e natura? E noi andiamo fantasticando dietro all'ombra d'un nome, dietro al sogno d'una patria, e confidiamo sia adempiuta sulla terra che invecchia sempre quella promessa che, sola non può morire?...
Quest'ampia regione di monti che fu agli antichissimi tempi la stanza d'un popolo solo, se pur non mentono la tradizione e la storia, vide ne' tempi a noi più vicini la lotta di due razze diverse e mortali nemiche fra loro. Il Valtellino abborre ancora il Grigione; nè vicinanza, nè signoria, nè forza di guerra o di pace poterono mai operare che codeste due genti ne facessero una sola. Per questo forse la scissura fatta dalla riforma luterana fu origine d'una delle più lunghe, sanguinose e feroci rivoluzioni che l'Europa abbia veduto mai. — Un dabben montanaro m'additava, non ha molto, sull'alta cupola della chiesa della Madonna a Tirano la bruna statua di san Michele, colla spada in pugno, e, — Vede lei, dicevami nell'atto di farsi il segno della Croce, vede, egli è quello là il Santo che tenne lontano da questo paese la peste de' luterani!... Io nulla risposi; ma andava pensando nell'anima mia alle molte e triste cagioni che hanno fatto d'ogni lembo di terra cotante patrie diverse.
27 d'ottobre.
Io mi proposi d'adoperare il tempo che mi sopravanza, dopo compiuti gli obblighi sacri del ministero, nell'andar cercando di sito in sito fin dove mi sia concesso inoltrare nelle quotidiane e solitario mie peregrinazioni, le reliquie de' secoli passati, le tradizioni antichissime che son vive tuttora nelle povere capanne del mandriano e del carbonajo sugli altipiani e ne' diroccati casolari degli umili paeselli; nell'andar raccogliendo le semplici cantilene delle fanciulle montanine e le pie leggende delle vecchie filatrici; nel visitar gli avanzi rovinosi e pittoreschi di qualche feudale castello di cui più nessuno sappia il nome; e gli abbandonati cimiteri e le lapide votive; e più di tutto nello studiar quelle antiche patriarcali costumanze, che sono come il simbolo della giustizia nelle famiglie, la religion vera del passato.
Dachè incominciai, senz'alcuna pretensione di sapienza antiquaria, queste utili e studiose ricerche, la mia vita ben più occupata e operosa che prima non fosse, assorta nel meditare e nello scrivere, invogliata dalle prime scoperte a novelli e più forti studii, si ricompone in quella temperanza equanime di volontà e di sentimento ch'è la miglior medicina delle avverse cose.
Son quasi corsi due secoli dalle terribili guerre che per furor di politica ricoperta del manto della religione, disertarono queste contrade; e la memoria della rivolta qui sopravvive ancora; qui suona ancora sul labbro de' fieri Valtellini la bestemmia antica contro il luterano; qui l'odio rugginoso verso le tre Leghe Grigie, alimentato dalla contesa proprietà del territorio, non è spento del tutto: mentre nessuno più si ricorda della tirannide spagnuola che, sotto colore di protezione, soffiava alimento a' dissidj, e col pretesto della fede calpestata e della santa causa della religione rinfocava le moltitudini alla riscossa. E guai, allorchè un popolo si solleva in nome della fede de' padri suoi!...
15 di novembre.
In questa solitudine, altro io non desidero che la fedele compagnia d'un amico che riceva nel suo cuore la pienezza del mio, che meco divida il segreto del dolore e della speranza, e mi riconforti e sostenga ov'io ricada, come pur troppo avvien qualche volta, negli antichi terrori, in quelle fatali malinconie che m'avvelenarono l'anima non ancor del tutto guarita. Ohimè! basta un giorno solo di dubbio e di fiacchezza, un'ora sola d'interiore viltà per ripiombarmi in un mar d'incertezze, per togliermi la pace appena ottenuta coll'assidua fatica dello spirito.
Tornato a casa col cuor pieno di rancore e di pianto, trovai la Bibbia sul mio tavolo: a caso l'apersi e mi venne sott'occhio quel lamentoso e poetico salmo, con cui il profeta ne' giorni della persecuzione confidava l'anima sua al Signore: