Nondimeno scrissi anch'io: ho gittato giù l'abbozzo di due tragedie. Nell'una il Buondelmonte, vorrei dipingere, a diversità degli altri che tentarono lo stesso tema, l'origine della fiorentina repubblica, e il fiero carattere del Mosca,
«Che disse: Lasso! capo ha cosa fatta.»
Nell'altra, il Procida, vorrei mostrare quanto possa amor di patria in lotta coll'amicizia e coll'amor paterno. Ma le mie forze non basteranno, lo temo, all'altezza del concetto.
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Quando nè lo studio nè la contemplazione della natura valgono a tormi dal cuore il peso che vi sta sopra da lungo tempo, allora prendo la penna per scrivere a te, amico mio, a te che sai la storia della mia vita, e solo fra tutti puoi compatire al solitario prete, all'uomo il quale nulla più domanda su questa terra tranne di vivere nella memoria onesta de' pochi montanari che fanno la sua famiglia. Allorchè seppi rinunziare alle illusioni della mente superba d'aver vestita di novelle forme la vecchia filosofia del dubbio, quando parlai agli uomini di quella religione di fratellanza e d'amore che sola può apparecchiar l'avvenire, coloro che stavano in alto gittarono la vergogna e il disprezzo sopra di me. Avrebbero voluto che la mia fede si facesse serva delle imposture mondane e delle rugginose pretensioni della forza: io cercava d'abbracciare il povero e l'oppresso, che al par di me pativano e pregavano; ed essi mi rinfacciarono la ferrea legge del fatto, mi presentarono agli occhi de' miei fratelli come un sognatore irrequieto, come un uomo perduto dietro i delirii dell'umano pensiero, dietro le novità della filosofia e della religione. E i miei fratelli risero di me. Allora io non poteva più ritornar fanciullo e raccogliermi nell'innocenza della vita e della speranza; e sapendo già, per averne fatto duro saggio, quel che fosse il mondo, sentii tutta l'amarezza d'una vita inutile e tormentosa. Ma al tempo stesso una grande e nuova luce d'amore s'era fatta dentro di me, nel profondo: e in questa si rintegrò la mia fede a poco a poco; e, divenuta matura, la ragione unì i pochi e deboli suoi sforzi a quelli di tanti e tanti che combattono quaggiù per la causa dell'onestà e della giustizia.
I miei mali cominciarono a parermi ben picciola cosa al paragone de' molti e grandissimi che aggravano l'umanità, e fui persuaso da quel momento che ognuno il quale cammini con semplicità per la via su cui la Provvidenza lo mise, nè mai rinneghi sè stesso, nè venga a patto con la propria coscienza, potrà dire un giorno: O Signore, anch'io feci la mia parte di bene, e vissi sempre nella fede, nella speranza, e nell'amore! — Perdonai da quel momento all'uomo che col suo tradimento m'aveva ferito nella più viva parte del cuore: mi gittai nelle tue braccia, t'apersi tutt'i miei segreti; e tu mi donasti il coraggio di vivere e d'operare. Gli uomini mi calunniavano ed io li amai; essi mi respinsero; e chinai la testa; poi venni a nascondere in questa povera valle il mio oscuro ma innocente apostolato.
E oggi anch'io ripeto a te le dolorose parole che un moribondo amico mandava a me lontano: Fra me e te esiste un legame che la morte non rompe!..
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Mio buon padre.
Nel mio romitaggio, sento il bisogno di tornare a voi, di venir col pensiero all'umile casa ove nacqui, a quel paradiso de' miei anni infantili che si specchia nell'acque purissime del lago. Io veggo, padre mio, il vostro incredulo sogghigno a queste poetiche ricordanze; ma se vi dirò che la nostra casetta, dove abita mia madre, dove, nascosta come la rosa silvestre, si fa bella e grande la buona Angioletta, è il più sacro, il più desiderato angolo della terra per me che pur vidi molto e molto conobbi, forse non sorriderete più così, e darete un pensiero anche voi, un pensiero di compassione alla tristezza che bene spesso viene a tenermi compagnia.