Buona cosa è all'uomo il portar il giogo nella sua giovinezza.

Siederà solitario e tacerà; poichè Dio gl'impose il suo carico.

Metterà la sua bocca nella polve, cercando se vi sia speranza.

Porgerà la guancia a chi lo percuote, sarà pasciuto d'obbrobrio.

Perocchè il Signore non lo respingerà da sè in sempiterno.

E s'egli affligge, ha pur compassione, secondo la moltitudine delle sue misericordie.»

12 di maggio.

Qual nuova e più grave sciagura sovrasta a me o ad alcuno de' miei cari. Io n'ho da parecchi dì il doloroso presentimento; poichè la pace gustata per alcun tempo, alle forti contemplazioni della scienza, infiammatrice dell'intelletto, alla soave poesia della natura è succeduta nell'animo mio l'amarezza delle cose, la codardia del dubbio, e quasi una paura di me stesso. Questo fu sempre per me il presagio di un tristo giorno della vita.

I miei vecchi volumi non mi racconsolano più; non mi sembran più che vani, indicifrabili enigmi, i quali altra cosa non mi fanno certo, se non che quaggiù nulla è certo.

Non posso scrivere, non posso nè manco pensare...