Ma torniamo nella solitaria casetta d'Andrea.

Il giovine vicecurato sedeva presso la finestra del salottino, tenendo nelle mani il suo breviario socchiuso. Egli alzava a quando a quando la testa, e volgendo gli sguardi fuor della piccola finestra, perchè solo il cielo fosse testimonio del suo sospiro, gemeva sommessamente; poi restava immobile, e si lasciava cader il volume sulle ginocchia. Allora i suoi pensieri erravano lontano; le memorie del dolore, le memorie di questa terra, si mischiavano alle interrotte frasi de' salmi che le sue labbra recitavano susurrando.

Intanto sua madre e sua sorella, affaccendate negli apparecchi d'un parco desinare, andavano e venivano, a passi cauti, in quella e nell'altra stanza, ch'era la cucina; e scambiavan fra loro poche e sommesse parole, per non turbare la sua meditazione e la sua preghiera.

Un'ora di poi, il piccol desco fu pronto. La tavola era coperta d'una tovaglia nostrale, ma pulita e bianca; a ciascuno de' tre lati una modesta posata e una seggiola di paglia; all'altro capo della tavola fumava la minestra allora versata in una capace scodella a manichi rabescati e dipinta di fiori azzurri, avanzo di qualche vecchia eredità. Le due donne sedettero l'una dirimpetto all'altra, senza parlare; e un momento appresso, il prete ripose il suo libro, e venne a collocarsi in mezzo di loro.

Al cominciar del desinare, che presentava una strana mischianza di festivo nell'arredo, e di malinconico nelle persone che vi sedevano, nessuno de' tre ruppe il silenzio. Guardavansi a ora a ora l'un l'altro; e la madre, che trangugiava a stento qualche cucchiaiata di minestra, non poteva distaccare gli occhi dalla faccia del figlio, e pareva fare una gran resistenza al piangere.

— Via, mamma, che fate? disse alla fine il prete con certa bruschezza; non v'accorate in questa maniera: non avete già pianto abbastanza?

— Oh! siete voi che parlate così, don Carlo? rispose rammaricata la buona donna. Non v'ho veduto piangere anche voi che adesso mi rimproverate? Jeri, quando siete capitato qui, e che io vi son venuta incontro sull'uscio, non v'ho veduto forse far tutto per nascondermi le lagrime?

— O mamma! in quel momento...

— Lo so, che faceste per amor mio, per non mi crucciar di più; ma quando avete lasciato cadere la testa, qui, sulla mia spalla, e m'abbracciaste stretta stretta, io mi sono accorta che voi piangevate... E stamane, quando faceste quella bella predica, che non ne ho sentito mai l'uguale, nemmeno in duomo a Como, non avevate anche voi gli occhi rossi, e non vi tremava la voce?