— Mi fa maraviglia l'udire, soggiunse il vicecurato, che un giovine, come lei, nell'ardore dell'età e della fortuna, s'occupi di cercar quegli uomini oscuri e per lo più dal mondo disprezzati, che vivono in un cantuccio della terra, per consacrare questi poveri anni al bene di pochi loro fratelli. Del resto, le confesso, io non veggo altra generosità nel sacrifizio che feci, se non quella che mille altri, al par di me, conduce per la stessa via.
E queste parole egli diceva con una certa poco nascosta intenzione di tagliare a mezzo un colloquio che gli pareva strano, e l'impacciava. Ma il giovine Arnoldo, benchè il vedesse, dimostrò di non se ne accorgere, e continuò con un far d'amichevole premura, mentre teneva dietro a' passi del prete, che lentamente s'era mosso per il suo sentiero:
— Io ben lo vedo, voi siete sorpreso forse che un uomo, nato sotto altro cielo, e cresciuto ne' principii d'un'altra fede, qui venga a cercar la conoscenza d'un prete cattolico, in un paese romito e senz'altra ragione o scusa, che quella d'una sua buona volontà. Questo vi parrà certo un capriccio... Ma se sapeste!... Io son solo! e spero d'aver ritrovato in voi un'anima che m'intenda e mi compatisca: oh perdonatemi dunque!
— O mio buon signore, questa simpatia, non so se di pensieri o di sentimento, che vi spinse a cercar di me, solo perchè il caso vi portò a udire alcune poche parole, che non son già mie, ma del Vangelo; questa simpatia vostra, cred'io, scemerebbe ben presto, se voi poteste gettar uno sguardo nel mio cuore. Esso è come un libro di poche pagine, è una storia di solitario dolore; e la storia del dolore è sempre monotona e grave ad altrui!
— È dunque vero? e a ciò io m'aspettava. Voi dunque avete sofferto?...
— Ma, buon Dio! che domandate voi da me?
— Quel ch'io domandi? nol so. — E il giovine rimase di nuovo mutolo e pensoso.
E intanto, seguendo quasi involontariamente il pendio del sentiero, essi eran discesi a lenti passi fin presso la riva del lago; e poi, continuando taciturni tutt'e due per la costiera folta d'arboscelli e cespugli, salivano dall'altro lato del ridente promontorio di ****, donde, nell'orizzonte più vasto e vaporoso, la più bella ed estesa parte del Lario, illuminata da quel pacifico tramonto, spiegavasi in magica lontananza agli attoniti loro sguardi.
Ma il vicecurato, più sovente che non riguardasse a quello spettacolo ben noto al suo cuore, volgeva gli occhi sulla fisonomia del giovine inglese; il quale sollevava la faccia commossa da non so che di mesto e sdegnoso insieme, come chi frema d'un pensiero che vorrebbe cacciarsi di mente, e non può. Pareva che il prete volesse indovinare i segreti di quell'animo giovenile e ardente, che per certo non aveva volontà ed affetti, quali tutti hanno: e sebbene don Carlo sentisse, in quel doloroso momento della sua vita, desiderio di tutt'altra cosa che di nuovi amici, pure la strana maniera con che il giovine forestiero gli cercò amicizia e conforto, la sincerità che rivelavasi nell'espressione malinconica della sua brama, e anche la speranza di poter in qualche modo far del bene a un'anima creata forse per miglior destino; tutto parve s'unisse nel suo cuore a consigliarlo di rispondere a quel fraterno richiamo.
Arnoldo intanto camminavagli a fianco, e tuttavia nutriva pensiero di guadagnarsene la fiducia, perchè le parole gravi e contegnose del prete gli dimostravan chiaramente, ch'egli non era di coloro i quali nel volger d'un'ora ti sono amici; amici a posta d'ognuno, che ti rubano i tuoi e ti vendono i loro segreti, se pur ne hanno; che si sfiatano in protestazioni di servitù e di fede, e poi, il giorno appresso se avviene, ti rinfacciano amaramente l'angoscia che hai deposta nel loro cuore; usurpatori del nome santo dell'amicizia, infami che ti si prostrano a' piedi quando la buona fortuna ti sorride, e dappoi, se ti coglie la sventura, ti gettano il fango sul viso, ti guardano in cagnesco e sogghignano.