— Io?...
— Sempre contraddirmi, sempre! tutto! È cosa incredibile! Scommetto che se dico che adesso è notte, lei sosterrà ch'è giorno chiaro! Gli è proprio un dispetto!
— Ma, caro signor curato, la si calmi!...
— Ma lei ha ragione! ma sarà come vuole...
E, così dicendo, lo speziale e l'agente a stento lo trattenevano nel suo seggiolone, chè già stava per alzarsi sdegnosamente, e aveva ripigliato la canna e il cappello per andarsene. Nè poco ci volle per farlo rimanere; andava borbottando che già erasi fatto troppo tardo, e ch'egli aveva la testa a ben altre cose che a quelle bazzecole: e così mulinando fra sè stesso, tirava fuori a ogni momento dal taschino de' calzoni il suo grosso oriuolo d'argento, e studiava le ore e i minuti.
Il signor Gaspero, che dal canto suo ben sapeva d'aver ragione, trascinandosi la seggiola dietro, aveva voltate le spalle al curato, e susurrava anch'egli: Che ignorante ostinato! Sicuro, quest'oggi ha fatto una cattiva digestione.
E forse la cosa non sarebbe finita così, se in quel momento non foss'entrato nella bottega, con un far frettoloso e straordinario, e con una ciera tutta nuova il signor dottore.
— Gran novità, signori! una cosa che non m'è capitata mai: indovinate mo, signor Samuele, donde vengo?
— Che so io? da un'avventura galante.
— Eh! non ho di questi belli spassi! E lei, signor Gaspero?