— O dottore, lei torna giovine di vent'anni! disse il signor Gaspero.

— Eh! confesso che alla prima la credetti una dichiarazione amorosa... Era firmata Elisa Leslie... ma lessi! non dicev'altro, se non che subito, e in segreto, dovessi andare alla villa, dietro il latore del biglietto, per la premura d'un malato. Discesi dunque, e dicendo: Son qua, seguitai l'uomo nero e muto, che poi seppi essere un cameriere del lord. Mi fece entrar nel palazzo per una porta nascosta e per un andito nella cucina; di là, salita una scaletta torta e buia, mi mise, dentro un salotto, dove mi disse d'aspettare, e mi piantò solo. Alla fine comparve una bella giovine, una delle figliuole del lord... Non vi ricordate d'averle vedute talvolta a diporto giù per il lago?... Bene, era la più grande, la più smorta delle due; essa mi salutò con grazia, e mi disse, tutta affannosa, e pregandomi di non parlare con anima viva, che l'ammalato era suo padre; che da lungo tempo una tetra malinconia lo travagliava, e che pochi giorni innanzi, al ricevere non so che cattive notizie d'Inghilterra, aveva avuto un accesso di forti convulsioni, che risvegliarono una tosse sanguigna; che nella mattina poi, le convulsioni e la tosse avevano spiegata una spaventosa violenza: la povera giovinetta parlava e insieme piangeva, e mi scongiurava che salvassi suo padre. Fu allora che, fatto un passo, domandai di veder l'ammalato; e la fanciulla: Oh gli è impossibile, disse, trattenendomi; mio padre non vuol vedere nessuno, nessuno fuor di me e di mia sorella; l'ha giurato! nè, per quanto noi l'abbiam pregato, non ci permise mai di chiamar un medico; egli non fa altro che ripetere di voler morire!... E bene, che avrei dovuto fare? come vedere, conoscere, ponderare?... Io avevo un bel replicare: Senza la diàgnosi, cosa si fa? la fanciulla tornava da capo a pregare, a piangere. Era un impiccio nuovo per me!... Pensai, studiai, diedi un'occhiata mentale a tutta la mia teoria, perchè pratica sui lord non ne ho mai fatta... infine, scrissi queste pozioni e quest'empiastro, che faranno o no, come Dio vuole. E ora, a voi, signor Samuele! Spedite le ricette; premura e attenzione, che ci avrete il vostro conto!

E gittò sulla tavola dello speziale due lunghe indicifrabili scritture, che preparavano sa il cielo quali cose! Il signor Samuele si piantò gli occhiali sulla gobba del naso, e si mise a studiarle.

— Ora viene il buono, continuava il dottore; io aveva raccomandato alla signorina una rigorosa cura morale e uno scrupoloso trattamento dietetico dell'ammalato, ed essa mi congedava col miglior garbo del mondo, ringraziandomi mille volte — manco male! Partita lei, tornò quel cameriere, e cavandosi con atto di singolar rispetto il cappello, mi mise nelle mani un cartoccetto, e m'accompagnò fino alla porticina. Io presi la via inverso il paese; e cammin facendo, il raggio della luna, che stasera è sì bella e tonda, mi fece naturalmente pensare di guardar nella cartolina: l'apersi, guardai... mi pareva e non mi pareva una moneta piccola, gialla... oh! oh! foss'oro! Il cuore mi battè subito, e qui giunto, entrai nel primo uscio, dove vidi lume... dite mo? era un luigi d'oro, un buon luigi doppio, perchè gl'inglesi non contan che luigi e ghinee... Ecco qui — e tolse fuori la moneta ancora incartocciata — non è vero, signor Gaspero, lei che n'avrà vedute di questa razza, non è genuino, di peso?... Che bel curare i lord! La è un'avventura questa? vi pare?... Qui non ci son baie.

— Ma bravo dottore! queste sono visite di nuova stampa per voi, disse il signor Gaspero.

— Oh sì! proprio, nè sarà l'ultima, spero.

— Bravo, bravo! ma quel lord! chi sa mai quel che ci cova qui sotto? soggiunse l'agente.

Lo speziale intanto aveva messo sossopra la sua officina, e ingombrata la tavola d'una folla di boccie, vasi e fiaschetti. Rimboccate le maniche della giubba fino al gomito, stava stemperando e mescolando unguenti, siroppi e giulebbi, con uno scrupolo di scienza, degno di que' due barbuti figuroni, onde un vecchio pittore comasco aveva istoriate le grosse imposte della sua bottega, e che volean dire Ippocrate e Galeno.

VII. SCENA DI FAMIGLIA.

In una stanza solitaria, abbandonata del palazzo, lord Leslie nascondeva sè stesso e la sua cupa tristezza allo sguardo di tutti. Nessuno v'aveva mai messo piede, fuori delle sue figliuole e d'un antico famigliare, favorito del padrone, come son que' buoni vecchi che contan più di quarant'anni di servigio in una casa.