— E potrei non amarvi? Ma ditemi prima che avete passato una notte quieta, e che state meglio di jeri...

— Sì, sì! Sto bene, bene da vero.

— Corro dunque a dirlo a Vittorina, che aspetta qui fuori questa buona novella. Pure, siete assai pallido, e la vostra mano arde e trema...

— Non importa, io sto bene! perchè, sappi, il mio male è qui, qui dentro!... E con la destra si premeva il cuore.

— O padre mio! che pena mi danno le vostre parole! Oh non dite così; dite che noi possiam consolarvi, poichè nostra è una parte del vostro dolore! Deh fatevi cuore, siate giusto con voi medesimo! E se troppo vi pesa, come dite voi, la cattiveria degli uomini, oh copriteli di disprezzo e d'obblio! E guardate a noi, pensate alle vostre due figlie, e anche al vostro... sì, al povero... Ma s'arrestò d'improvviso, e chinò gli occhi a terra, sbigottita da uno sguardo terribile di suo padre.

— Finite! Che cosa volevate dire? chiese il lord con tono severo, ma fatto più dolce in viso.

— Oh nulla! Elisa rispondeva. Io non so, io parlava come il cuore mi suggeriva... mi compatite?

— No! voi lo sapete pure, che non si deve pronunziar quel nome dinanzi a me: bisogna dimenticarlo!

— Dimenticarlo?... non lo potrei. È mio fratello!

— Egli non è più mio figlio, e io non lo vedrò mai più! Ho già cancellato dalla memoria anche il suo nome.