— Dio! s'io fossi quell'infelice, ne sarei morta!
— Tu, buona fanciulla, non m'avresti fatto il male ch'egli mi fece!
— Ma se ora ne piangesse, se non parlasse che di voi, se non avesse altra speranza che del vostro perdono, che di vedervi una volta?
— Egli? oh come t'inganni! Tu non conosci gli uomini, tu non sai come certi cuori son fatti! V'ha de' figli che calpesterebbero il cadavere del padre, se fosse messo a traverso della loro via!...
— Ah non parlate così! Egli... era buono; e forse, se il vostro sdegno...
— Eh non sai tu, che quell'uomo ha rovesciata la mia più lieta fortuna, l'opera di tutta la mia vita? È lui, che ha gettato nel fango la canizie di suo padre, lui che mi lima i giorni, che mi precipita prima del tempo nella fossa! — E il lord s'era levato su la persona, e il suo volto ardeva di tutto l'antico sdegno: ma, indi a poco, raccolse le coltri, e s'abbandonò, come oppresso, sugli origlieri, dicendo con voce mutata: — Via! non parliam più di lui! non affrettiamo con un impeto inutile l'ora fatale che non tarderà a venire! Povera Elisa! tu sola mi resti, tu che intendi cosa sia il segreto dolore di tuo padre. Tua sorella è troppo giovinetta, è ingenua, spensierata; essa vede le rughe della mia fronte, ma non la ferita del mio cuore.
— O padre mio, se sapeste, non io sola, ma tutti piangiamo per voi... Oh! ricordatevi che l'ultimo voto di nostra madre fu la felicità e la pace di noi tutti... e che invece!... perchè, anche lui...
— Lui! sempre lui! Sa egli forse ch'io son qui, presso a morire, in terra straniera, e per sua colpa? Io giuro che se il sa, ne ride!
— Gran Dio!... proruppe la figlia, e si coperse con le mani il volto già bagnato di lagrime. No, non è vero! oh se sapeste!...
— Ma voi, che sapete di colui?... dov'è? dite... dite! rispondete a vostro padre.