L'aurora invoco del tuo regno, o Dio!
Che renda all'uom di tua promessa erede
Un amore, una patria ed una fede!
Lesse questo canto con voce grave e commossa il giovin prete; poi sollevò gli occhi e li tenne lungamente fissi nella faccia china e pensosa del suo ascoltatore. Ma su la corrugata fronte di lui, nell'obliqua e muta guardatura, egli vide balenare un ascoso pensiero; su quella fisonomia indovinò una segreta ironia, un'intenzione amara, che mal suo grado s'appalesava.
Tacquero entrambi un poco; poi Arnoldo, come facesse forza a sè medesimo, — Amico, interrogava, parlatemi di cuore: quanto avete qui scritto, lo sentite voi veramente? Crederò che il vostro cuore abbia per sempre trovato, come voi lo dite, quel riposo, quella rassegnazione ch'è un'incredibile virtù, e fa sì che la fede divenga coscienza in voi?
— O amico, rispose l'altro, fin adesso noi non abbiamo mai seriamente discorso intorno a sì gravi cose; ma io ben conobbi tutta la vostra vita dal primo giorno che m'incontrai con voi: io ho penetrato il cuor vostro e la sua piaga!... Lasciate che io la scopra a voi stesso; è la mancanza d'una fede!... Povero giovine, io vi compiango!
— Oh sì! proruppe l'altro, dopo una solenne pausa, compiangetemi! Non so dir che tumulto s'agiti qui dentro talvolta! Non so dir con quale ardore cercassi anch'io questa che voi chiamate virtù, certezza e verità, la fede! — ma non la trovai. Tutto calpestato, tutto diseccato e morto! Io penso che la fede non sia più che il rifugio dell'anime semplici, ingenue, fiacche: in quanto a me, non la vidi che in una povera chiesa di montagna, in un'officina, in un tugurio... e, anche là, fu un mistero per me! Ma voi... ma chi ha dubitato una volta, chi ha pianto per la sete della scienza, chi ha numerato in un cuore i bàttiti della virtù, e le convulsioni del delitto... Oh io vi credeva di tempra più forte e disdegnosa!
— Uomo ingannato! tu non sai quanto ti costi la tua illusione, o che debolezza sia questa che tu stimi forza! Tu non vedi con quell'occhio di pace con cui io guardo agli uomini, alle cose, per ascendere fino a Colui che gli uni e le altre ha fatto. Ma forse, verrà qualche momento nella tua vita...
— Eh! lasciamo un proposito del quale non possiamo convenire, e non sia questo che turbi la nostra amicizia... Ma l'ora è tarda, e non vorrei che il cattivo tempo ne cogliesse. Seguitiamo per quella via, se così vi piace, e torniamo a casa dalla parte di terra.
L'altro si mosse senza far nuove parole; ma nel resto del cammino fin al paese, il loro ragionare fu più contegnoso e più cauto del solito.