L'idea che Maria fosse degna di miglior sorte, la fiducia di sollevarla, di darle una vita novella, lo sedusse, lo vinse: il suo pensiero non corse più in là. Egli dunque s'abbandonò a quelle nuove e gentili illusioni. Un amore poetico, misterioso, un amore non rivelato, e tranquillo ancora nella sua purezza, gli suscitò nel cuore sogni tutti novi, che gli promettevan tuttavia qualche cosa di celeste in terra.

Questo amore era il suo più prezioso segreto; uno sguardo, una parola non l'avevano tradito ancora. Dopo molto esitare e molto pentirsi, risolvette di tacersi e aspettare, con la sola speranza, che la simpatia di quell'anima candida nascesse spontanea per lui.... Nel principio dell'amore il giovine, non pensa che al suo cuore sol basterà per poco quella solitaria delizia; ch'egli ben presto cercherà, vorrà corrispondenza d'affetto: egli non pensa che tranquillo può essere il sorriso della virtù, non quello della passione, e che, sparita la prima aurora dell'amore, esso non gli dipingerà più la vita co' suoi bei colori; ma l'abitudine l'avrà circondata della muta sua nebbia! e allora verrà il tempo del disinganno, e fors'anche del rimorso.

E non era la prima volta che Arnoldo amasse. Ma erano stati amori d'ebbrezza e di delirio; amori di un giorno, d'un'ora: visioni fugaci e lusinghiere di donne bianche e rosee, di semidive trasparenti sotto i ben foggiati merletti, fra l'onda delle trine e dei veli, ne' molli velluti, o nelle pelliccie profumate; erano stati capricci di facili seduzioni, usurpate dolcezze, e misteriosi ritrovi; gioie sparse di fiele e sfuggenti più rapide che non fosser venute, lasciandosi dietro un torpore, un tedio, se pur non era affanno e dispetto. Fino allora, dell'amore egli s'era fatto giuoco, come le donne s'eran fatto giuoco di lui: le grandi, le infelici passioni, colle quali si pretende di dare una tempra così romanzesca alla nostra società, egli soleva chiamarle le passioni a buon mercato. Si può perdonargli, perchè quando amò per la prima volta, credeva che l'amore fosse tutt'altra cosa!

Ma ora quel cruccio e quell'amarezza avevano ceduto il luogo ad altri voti, ad altri pensieri. Egli non credeva ancora all'amore, ma pur credeva all'incanto della bellezza; e già si sentiva migliore, da quel punto in cui una povera fanciulla, che nol cercava, che non lo guardava, era divenuta, per dir così, la forma ideale delle sue fantasie. E non sapeva che quel divino soffio che spira la vita alla bellezza, è amore!


Già eran passati alcuni giorni da che Arnoldo era tornato in grazia del padre; e non avendo in quel tempo riveduto l'amico, lasciò la villa e prese il sentiero lungo il lago che conduceva alla casetta. L'acqua era quietissima; la sera bella, ma senza luna; ed egli pensieroso più dell'usato.

Bussò. Chi venne ad aprirgli fu Marta, la vedova d'un pescatore, che Caterina, dopo la morte di suo marito, aveva fatto venire in casa sua per le bisogne domestiche, e per non rimaner tutta sola con la figliuola, quando don Carlo fosse partito.

La Marta, che già conosceva il giovine, — Non c'è nessuno, signore! disse, restando su la porta. Don Carlo è dal signor curato di qui, e Caterina e Maria sono ite in chiesa al rosario; nè son tornate ancora.

— Dunque me n'andrò! disse Arnoldo, col cuor malcontento.

— Ma, se volesse fermarsi, possono tardar poco...