— Ma crediate, amico, riprese Arnoldo, ch'io m'ero assuefatto così bene a passare i dì con voi, in questa contrada! Errando con voi da qualsiasi banda, ogni paesello, ogni villa aveva la sua storia, ogni montagna, ogni rupe il suo nome; e temo che mi costerà il divezzarmi...

— Lei è un signore, soggiungeva Caterina, e non vorrà pensare a noi...

— Che dite? anzi, se non me lo negate, voglio far conoscere le mie sorelle a voi e a vostra figlia, che siete così amorevoli e buone.

— Oh Signore! noi avremo vergogna, rispose la madre.

— No, non può essere, ve n'assicuro.

— Oh noi desideriamo tanto di conoscerle, soggiunse vivamente e arrossendo alcun poco Maria; noi le ameremo!

Quella sera, l'ultima che don Carlo passava presso de' suoi, chi sa per quanto tempo, egli rimase fino ad ora tarda con le donne, le quali a malincuore pensavano al domani. Anche Arnoldo stette un buon pezzo in quella modesta compagnia, in mezzo a' que' dolci colloqui familiari, in cui si ripetono tante lievi e care cose, e s'avvicendan parole, di consiglio, di ricordo, d'aspettazione. L'animo suo era pieno d'una pura contentezza; e quando, salutato di novo l'amico, tornò per la riva del lago alla villa, egli ripensava alla buona famiglia, e gli pareva che il suo cuore rimanesse là, in quell'angusta cameretta.

X. LE TRE FANCIULLE.

Al domani, il vicecurato si mise in via per la sua parrocchia. Caterina non potè trattenere alcune lagrime, mentre ch'esso, facendo per montar nel biroccio, le prese una mano, e le disse: — Addio dunque, mamma; state bene, e tenetevi su allegra!

Maria invece non pianse, e se ne stava, indifferente quasi, a guardar il fratello che partiva. Se non che, quand'egli si distaccò da loro, la fanciulla se gli avvicinò, e appoggiate le mani alla spalla di lui, e lasciando cadere su quelle la testa, con voce sommessa gli disse: — Non crediate già, Carlo, che non m'incresca il vedervi andar via; ma, se anche non vi dico niente, pensate che vi tengo sempre nel cuore. E voi? Oh vi ricorderete di me; non è vero? e qualche volta anche mi scriverete, perchè le vostre parole fanno la mia vita... Ah voi, adesso, o Carlo, siete per me padre, fratello e tutto!