Ma v'erano nella chiesa due donne che intendevano la pienezza di quel dolore, perchè ne portavano anch'esse una gran parte; erano quelle stesse, vestite a bruno, alle quali, mentre passavano poco prima, i buoni contadini avevan dimostrato certa onoranza e rispetto. Oh nessuno colà, in quel giorno, pregava con tanto fervore, con tanta pietà, come quelle due donne!

Quand'ebbe finita la messa e benedetto il piccol popolo, il giovine sacerdote si rivolse, e con voce piana e tranquilla disse dall'altare una di quelle parabole evangeliche, piene di semplicità affettuosa, di santa benevolenza, che scendon nell'intimo de' cuori con la soavità del virtuoso consiglio e nella divina schiettezza della verità.

Le sue parole non eran cercate, nè mandate a memoria: egli parlava semplicemente, parlava il linguaggio dell'anima religiosa; e un cuore pieno di fede e di speranza era sulle sue labbra. La grandezza di quella dottrina, che con l'unico precetto d'una vita divina quaggiù, spiegata a esempio delle virtù umane, ha rinnovato la faccia della terra, rivelavasi nell'umile verità delle sue parole; e la santità di quella morale che consola e che persuade, adatta alla severa ragione del saggio, come a' naturali intelletti di que' contadini, inspirava ne' loro cuori la contentezza della pace e della fratellanza — perchè egli parlava loro d'una giustizia incolpabile e del terrore de' cattivi in mezzo al trionfo, delle afflizioni di questa terra e del contraccambio preparato lassù, di carità e di preghiere, di perdono e di rassegnazione.

Intanto un giovin signore era entrato nella chiesa; e messosi in un canto, senza che molti s'addassero della sua presenza, si rimase con attenta maraviglia, per seguir le parole che il prete allora proferiva con accento più rapido e commosso, e ch'eran queste:

— O miei fratelli, io lo domando a voi, e fra voi, a ciascun di coloro a' quali il Signore ha già mandato le sue prove, se non sia vero che nel tempo della disgrazia noi ci ricordiam della religione, noi sentiamo il bisogno di credere in essa, e confessiamo ch'è la verità! Allora corriamo a inginocchiarci all'altare, e domandiam di poter pregare e di piangere; poichè gli uomini non risposero alle nostre parole di dolore, e il nostro cuore non trovò pace nelle speranze terrene. Ah sì! non c'è umana superbia, la quale non cada dopo un'ora di miseria. — Oh! lasciate che sia disprezzato colui che mette la sua ragione nel cielo, e la sua fede nel Signore! Egli sa la verità più del filosofo che tentenna nell'oscurità del dubbio, e più del grande che ride e si dimentica. I'ho conosciuto, o miei fratelli, questi uomini che si chiamano i sapienti, e quelli che voi credete felici e potenti come i maghi, perchè son ricchi e hanno un gran nome: io le ho vedute queste grandi felicità, che i piccoli invidiano senza nè manco indovinarle — deh! che valgon mai, con le loro eterne menzogne, co' piaceri pagati a peso d'oro, e più di tutto con quella nausea di sazietà che le accompagna! — Sì! lo credete! nessun uomo quaggiù ha il diritto d'esser più felice del suo fratello! — Tutti posson esserlo del pari, perocchè lo stesso Libro è aperto a tutti, e la felicità è nella verità, e la contentezza nella giustizia. Gli è meglio patire, come il povero, come voi; e benedir al Signore, quando vi concede il vostro pane quotidiano, quando manda un lungo sonno di riposo sulle vostre coltri non invidiate, che non vivere schiavo delle usurpazioni, de' pregiudizii di quel mondo che non conoscete, e veder tutti i giorni il disinganno faccia a faccia, e crescere il proprio bene a scapito di quello degli altri. Il Signore ha vissuto nel tempo, è venuto fra noi, e ha voluto esser l'ultimo degli uomini: nessuno maledica dunque al Signore nella povertà e nella disgrazia!.. Egli v'ha dato l'allegrezza del cielo, l'aspetto d'una natura sorridente e feconda: Egli ha tolto a voi e a tutti i vostri fratelli che vivono in questa parte di terra, un nome potente, temuto una volta, e adesso dimenticato, inutile!.. Ma il Signore ha detto: Siate sempre fratelli, amatevi sempre! E io vi ripeto nel nome di lui: Ricordatevi che il Signore ha in mano il passato e l'avvenire, ch'egli suscita dal peccato la rigenerazione, dalla morte l'eternità! Educate nella rettitudine e nell'amore i vostri figliuoli, perchè essi vi consoleranno, e piangeranno quando voi sarete morti, e terranno sempre nel loro cuore la vostra memoria. — Oh! io non ho mai parlato a voi con tanta effusione di cuore come in questo giorno, nel quale invano gli occhi miei van cercando una cara testa canuta in mezzo di voi, la testa del padre mio, che con tanta gioia avrei veduto levarsi intenta alle mie povere parole, sotto le vôlte di questa chiesa. — Sia pace all'anima di quell'onesto vecchio! Oh ditelo voi pure con me, e perdonatemi, se domando la vostra preghiera anche per un dolore ch'è tutto mio.... La vostra preghiera, o fratelli, è per un giusto! —

Il prete s'interruppe a queste parole, e un singhiozzo mal represso, e un pianto a gran pena trattenuto, s'udirono scoppiare in un angolo della chiesetta. Erano le due donne vestite di nero, le quali avevan cercato in vano di soffocare un affanno recente, al ricordarsi dell'uomo di cui parlavano le malinconiche parole del prete.

Il giovin signore volse uno sguardo a quella parte, e si sentì commosso, poichè indovinò il segreto d'una sventura così involontariamente confessata, di un dolore così sincero. Egli guardò ancora, e vide sotto il velo bruno, ond'era ricoperta la giovinetta, l'eloquente pallidezza d'una fronte verginale e addolorata, ch'era stata dinanzi rosea di freschezza e sorridente; vide due occhi neri che piangevano tacitamente, un volto bianco e soave che s'inchinava, che gli ricordava uno di que' volti d'angiolo dipinti da Raffaello.

Anche il prete fermò, quasi non volendo, gli occhi a quel lato, ma subito ne li distolse: le due donne erano sua madre e sua sorella. — Egli continuava:

— La vita è breve, l'affanno è passeggiero anch'esso; ma verrà tempo che tutti i dolori saranno consolati. Non invidiate a coloro che stanno in alto, e non desiderate che venga il giorno di poterli calpestare e disprezzare voi pure, com'essi forse fanno adesso con voi; perchè il Signore ha benedetto l'uomo che patisce, e beato è colui che muore con maggior carico d'amore e di dolore!... Pregate, o miei fratelli, pregate per voi, per i vostri figliuoli, per i vostri poveri morti!... E quando, la sera, ve ne state raccolti in devoti crocchietti dinanzi alle vostre porte, dicendo in comune le vostre preghiere, o insegnando a ripetere a' vostri fanciulli il paternostro, non vi sconfortate se i cattivi passano e ridono. Essi non conoscono il tesoro d'una tranquilla coscienza, nè la contentezza delle anime semplici e credenti. E così io parlo a voi, perchè il profeta del Signore ha detto — e qui il prete levava la fronte con un ardor solenne, e il suo aspetto era acceso d'un sacro entusiasmo: — Lo spirito di Dio è sopra di me, perchè Dio m'ha consacrato, e mi mandò a portar la sua parola a' mansueti di cuore, a medicare gli addolorati, a prometter l'indulgenza a' prigioni, e la libertà a quelli che stanno rinchiusi. Egli mi mandò a predicare il tempo della misericordia e il giorno della vendetta, a consolar tutti quelli che piangono, a dar loro la corona per la cenere, il balsamo della gioia per il lutto, il manto della lode per le sofferte angustie. E costoro saranno chiamati i forti della giustizia, la radice della gloria del Signore. Perchè, come la terra produce i suoi frutti, e come l'orto gérmina la sua semente, così il Signore farà sorgere la giustizia e la santità in faccia a tutte le genti. —

Il sacerdote benedisse il popolo, e scese dall'altare. E il giovine se n'andò, maravigliato di questa semplice eloquenza, che a lui parve sublime; se n'andò meditando a quella scena di dolore sì schietto e religioso, della quale l'aveva fatto testimonio il caso. Pensava alle due donne, al prete, a quella gente commossa, all'umile chiesa; nè ricordavasi d'aver provato mai un senso così mestamente pietoso, come quello che toccava allora il suo cuore.