Arnoldo, appena si fece innanzi, sentì darsi una stretta al cuore, così lo sbigottì l'aspetto della fanciulla immota e giacente come persona morta. S'avvicinò tremando; ma il leggero sospirare a cui si schiudevano appena le labbra di Maria, l'assicurò ch'essa era immersa in languido sonno.
Egli prese la lucerna, e velandone il raggio con una mano, sì che tutto il chiarore si raccolse sull'angelico viso della sopita, stette attento e senza moto a contemplarla lungamente. Arnoldo non aveva veduta mai creatura più bella.
Una vampa improvvisa gli arse nell'intelletto, gli corse per le vene; un funesto riso gli stava su le labbra, e una luce fosca gli splendeva negli occhi; il suo cuore batteva violento... Ma non era un palpito di gioia, era un fremito d'ebbrezza. E in quell'istante, un pensiero d'inferno gli attraversò, come un fulmine, la mente.
— No! no! egli disse: io credo che se osassi toccarle un dito, la maledizione del cielo cadrebbe sul mio capo! Ah! perchè mai è così grande la magia della bellezza nel dolore?... No, io non devo restar qui! O santa memoria di mia madre, aiutami!... Bisogna ch'io fugga!... ma come potrei io lasciarla così? Ella non riposa, ella soffre e addolora. O Maria, tu hai mutato il mio cuore, tu mi facesti credere alla virtù, risorgere nella speranza, amar la vita! Il mondo, gli amici si ridono di me... Che importa? Egli è perchè non hanno altre armi contro il cuore che l'ironia e il disprezzo! Ma tu, Maria, tu mi benedirai!... Ella mi ama, sì!... e forse avrebbe la forza di morire, prima di confessarlo una volta sola.
Queste parole sommesse, agitate del giovine, e l'ardente suo sospiro risvegliarono d'improvviso la fanciulla. Ella aperse gli occhi, e vide Arnoldo; e vederlo, e dar un grido, e balzare in piedi precipitosa per fuggir della camera, fu tutt'una cosa. Ma il giovine le si pose dinanzi, la trattenne, e poi ritraendosi d'un passo, — Ah! restate, Maria, disse, restate e perdonatemi! Io passava di qui, intesi un lamento, entrai, pensando che aveste bisogno di soccorso. Io v'amo troppo, e non dovete aver timore di me!
— Oh per amor del cielo, tacete! Io non so nulla, lasciatemi, lasciatemi partire!...
— No, ascoltate, Maria!... Voi m'avete ridonata la vita, per voi ho ancora gustato giorni d'una felicità, ch'io credeva impossibile! Voi, senza saperlo, avete fatto puro il mio cuore: e io ritrovai tanti anni perduti!...
— Oh dio! dio! lasciatemi andare!... non vedete quanto male mi fanno le vostre parole?...
E la fanciulla s'inginocchiava innanzi a lui, giungendo le mani, supplichevole e affannata.
— Maria! rispos'egli, chinandosi verso di lei, in atto di sollevarla; ascoltami, Maria, te ne scongiuro, o dimmi almeno che mi perdoni!