Ma la Teresa, in mezzo alla sua disperazione, non perdè l'animo; stringendo la mano a Celso, gli volse un'occhiata dolorosa e significante: egli ben la comprese; e staccandosi dal suo fianco, uscì di corsa a chiamare il prete.

Nell'ora che dal letto impadiglionato del ricco vicino a morte, il freddo zelo degli amici di casa rimove i più stretti congiunti, nè più vi rimane che uno sciame d'avidi servi, ad almanaccar di quanto il padrone avrà lasciato a ciascuno, agognando il momento di vederlo serrar gli occhi, per fare spazzo del poco che la previdenza degli eredi presunti dimenticò ne' cassettoni e negli armadii; nell'ora che l'uomo adulato, imbalsamato in vita dalla turba degli accorti, degli impostori e de' parassiti, vede allontanarsi dal suo letto l'un dietro all'altro, il parente ossequioso, il sollecito procuratore, l'inesorabile avvocato, il notajo inquisitore coll'estremo codicillo, le strane figure de' testimonj, e tutti, tranne l'ultimo prete a cui tocca la vece di raccomandargli l'anima a Dio; non t'incresca di fermarti ancora per poco nella stanza del povero padre di famiglia, il quale visse amato da' suoi figliuoli, e muore circondato da loro. Nessuno viene a turbarli nel compimento di quel dovere, nessuno li strappa da quella camera nuda e fredda già come un sepolcro: il pianto non è che per loro, e sarà l'unica eredità. E piangono da vero, perchè domani non avranno più chi se li tenne intorno per tanto tempo, chi spartì con loro casa, mensa e letto, chi contò per essi soltanto tutti i giorni della fortuna e della disgrazia; e dovranno andarne di qua, di là, senza fiducia di bene, senza certezza di riuscita, a guadagnarsi il pane d'ogni dì, nella bottega, nella soffitta, nel campo, o sulla via: poi, forse si troveranno ben presto un'altra famiglia d'intorno, il sangue del sangue loro; e dovran faticare, morire anch'essi, non lasciando dopo di sè altra cosa che figliuoli e povertà. Ma il Signore che disse: Beati quelli che piangono, tiene conto d'ogni sacrifizio e d'ogni patimento: nella morte almeno siam tutti fratelli; e nude l'anime, quali uscirono dalle mani del Creatore, ritorneranno a Lui.

Lo stesso prete, che al cader del giorno aveva recato alla casa di Vittore il viatico santo, ritornava nel mezzo della notte, seguito soltanto dal vecchio sagrestano e da Celso: egli portava con sè il vasetto dell'olio consacrato, per compiere su quell'uomo venuto al gran punto la mistica estrema unzione. Chi fu testimonio una volta sola di così solenne e pietoso sacramento di perdono e di riconciliazione, e non adorò il mistero che congiunge il corpo allo spirito e la vita all'immortalità?

Benedisse coll'aspersorio dell'acqua santa il letto e gli astanti all'intorno inginocchiati; poi allungando la destra sopra il morente vecchio, il prete proferiva le parole del rito:—«O Dio, Padre onnipotente! Dio d'Abramo, Dio d'Isacco, Dio di Giacobbe, che abiti nell'alto e riguardi gli umili, riguarda a codesta imposizione delle mani che facciamo sul tuo servo; e codeste mani abbiano virtù sullo spirito suo.»

E dopo ch'ebbe pregato, intinto il pollice nell'olio santo, unse in forma di croce gli occhi, gli orecchi, la bocca, le mani, e i piedi del vecchio, invocando, ad ogni volta, che la misericordia del Signore vi cancellasse la traccia del peccato, e facesse degna quell'anima cristiana dell'eterna sua destinazione.

Poi seguiva dicendo: «Riguarda, o Signore! Tu che hai pietoso affetto per la tua creatura, inchina l'orecchio alle nostre orazioni; mira placato il tuo servo che giace affaticato dalla malattia; tu lo visita nella tua salute! Non ricordarti, o Signore, dei delitti del tuo servo, e non voler fare vendetta dei peccati suoi! Salva il tuo servo, o Signore, mio Dio, il tuo servo che spera in te!»

Trascorse un'altra ora; e il sacerdote non si staccò dal letto, ma cominciò a leggere sul rituale sommessamente i salmi della penitenza e le litanie de' Santi; nel mentre che la famiglia prostrata non ardiva quasi respirare, per non turbar col pianto o col singhiozzo la presenza del ministro di Dio, in quel gran momento.

Ma ormai, veggendo che l'ultimo spazio di vita era consumato, il prete, inchinatosi sul moribondo Vittore, con voce lenta e mite continuò: «Vale in Cristo, la pace sia con te! Parti, o anima, da questo mondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che ti ha creato, nel nome del Figlio che ha patito per te, nel nome dello Spirito Santo che in te discese; nel nome degli angioli e di tutte le anime sante care a Dio. Oggi sia nella pace il tuo luogo, e la tua casa nella celeste Gerusalemme.»

L'agonia del vecchio si faceva sempre più dolorosa; e pareva che la morte non potesse vincere un uomo indurato a tante prove. Immobile, colle braccia in croce sul petto, la fronte trasudata e grondante, le pupille sbarrate e mute nel nero cerchio delle occhiaje, contratte le labbra, le mani istecchite, livide l'unghie, e tutto della persona sfinito e perduto, quell'uomo sosteneva ancora la lotta dello spirito colla carne. Ma i momenti precipitarono: egli ebbe un altro pensiero per la terra, il supremo pensiero: girò le pupille all'angolo ove sapeva ch'erano la sua donna e la figlia sua; e in quell'ultima occhiata disse loro l'addio.

Teresa cadde svenuta, e la Stella diede un grido.