—Fatti animo, Vittore, l'interruppe con una cotale bruschezza guerresca il vecchio amico; chè in letto non si muore sì presto come nella prima fila d'un battaglione. Tu sei più giovine di me, e vogliam berne insieme qualche mezzina ancora alla memoria di quel tale….
—Zitto!… riprese a stento il malato. Vieni qui, tu, Lorenzo; più vicino…. ho una preghiera a farti.—E aprendosi lo sparato della camicia, tolse fuori un sacchetto di pelle che gli pendeva sul cuore.—Tu lo conosci, Lorenzo! E devi averne al collo il compagno….
—Se lo conosco! è l'ultimo nostro tesoro; è un pugno della cenere di quella nostra vecchia bandiera della Guardia, che bruciammo a Vimercate nel 14, quando ci fu dato l'annunzio che tutto era finito…. Oh! me lo ricordo! tu fosti il primo a portare in piazza una bracciata di rami secchi e a darvi il fuoco, gridando che non avremmo restituite le nostre bandiere!…
—Sì, sì! la lascio dunque a te quest'unica memoria, che avevo pensato di portar con me; sei stato mio fratello, nè voglio andarmene senza lasciarti nulla…. oh sì! l'ultimo che sopraviva di noi dev'essere il custode di questa reliquia.—E levatosi il piccolo involto di ceneri che da diecisette anni sentiva il battito del suo cuore, lo pose nelle mani dell'amico. Poi, con voce che diventava sempre più rotta:—Bada, Damiano, che questa corona d'onore la voglio sul mio petto, anche quando sarò sotterra. Bada che non mi sia tolta quando mi metteranno via; e anche la mia spada, se lo puoi, la poni a canto a me…. son trentacinque anni che mi fa compagnia; e per voi altri, adesso, è un arnese inutile…. Zitto, zitto! non risvegliare nè la Teresa nè Celso, nè la povera Stella… è la Provvidenza che ha mandato loro un po' di sonno…. Addio Lorenzo, addio Damiano….
—Ah! no, non mi abbandonate! Il Signore abbia compassione di noi, proruppe con soffocata angoscia il giovine.
—Che ora è?… disse il vecchio, levandosi ritto a sedere per l'ultima volta.
—È passata la mezzanotte.
—Va bene, Damiano. Siamo al cinque di maggio: son dieci anni che dicono ch'egli è morto…. sono contento di far l'ultimo passo anch'io nello stesso dì! Chi sa che non lo ritrovi lassù, dov'è la giustizia, dov'è il ben di tutti!…
E ricadde, per non rialzarsi più. Cominciò a crescere l'oppressura del respiro; di lì a poco, il singhiozzo dell'agonia, l'immobilità dello sguardo, la persona agitata da tremiti violenti e continui, il gelo delle membra, il sudor della morte, annunciavano a Damiano che tutto stava per finire, che da un momento all'altro non avrebbe avuto più padre. Lorenzo, il soldato che vide le migliaja de' morti, tremava come una foglia a quell'aspetto; ma non seppe staccarsi dal fianco dell'amico; e pensò che il suo dovere gli comandava d'ajutare, di far quel poco che poteva per la superstite famiglia del suo Vittore. E vedendolo morire, giurò a sè medesimo d'adempiere quel compito sacro.
Appunto in quella, la Teresa e i figli, riscossi da un breve sopore, ricomparvero sbigottiti nella stanza del moribondo. E a lui corsero vicino, lo chiamarono a nome singhiozzando: non li udì, non li vide, non rispose più.