—Questo è il manco! disse il collega scrollando il capo, ma non senza darsi involontariamente una fregatina di mani. Del rimanente, a voi tocca a far nascere l'occasione; perchè io, in questa sorte di cose, non son uso a metter fuoco ai buschi; e per non espormi a' garbugli del poi, non fo mai il provocatore. Voglio che la faccenda cammini chiara, come l'acqua fresca.
—Ci penso io, vi ripeto, e non abbiate paura di nulla: figuratevi, se una persona come voi, un amico, vorrei tirarlo in ballo, senza esser ben certo che ne venga fuori con onore!… Anche a me, mi preme più che non crediate. Così noi siamo, come suol dirsi, sicuri come due principi; e in certi casi, lo sapete, non si ha mai torto; c'è chi serra un occhio.
—Sta bene. Dunque….
—Dunque, mi rivedrete al più tardi domenica ventura: il luogo vel farò sapere. Ma, silenzio, per carità, signor Mar….
—E siam tornati al sicutera, corpo del diavolo!—E qui battè sul deschetto tale un pugno, che turò la bocca al compagno.
—Sia per non detto; un'altra caraffa…. e amici come prima.
—Eh! che del vostro birrone me ne infischio…. è un acquerello che nemanco vale a rasciacquar le gengìe. Fate portar del buon cognac; quello sì m'acconcia lo stomaco.
—Bottega! cognac, del buono.
—Subito! belò la padrona dal banco; e uno sciancato mariuolo, uscendo da un camerotto interno, mise innanzi ai due galantuomini una boccia impagliata e due nani bicchieri arrovesciati sur un vassojo di peltro; stappò la boccia, volse i bicchieri, e li colmò del liquore.
—Alla salute di quell'amico!