—Chi siete? cosa volete, a quest'ora?…

—Ah se sapesse!… scusi, sappia….

—Che scuse? chi siete?… ripete più risentita la vecchia, mettendo un pugno sull'anca.

—Forse non mi conosce più; sono la sorella dell'abate Celso…. ho bisogno, sul momento, di dirgli una parola.

—Sorella?… sul momento?… Che sorella?

—Si tratta d'una gran cosa…. Per amor del cielo! mi lasci venire innanzi.

—Mo, siete bella! sono obbligata a conoscervi io? a quest'ora non si va per le case….

—Oh! non mi faccia piangere…. è per la povera mamma, è per il nostro Damiano!…

—Andate via, vi dico; il Padre non c'è; e queste son ore illecite…. e non si parla con nessuno.

Se non che il giovine abate, per codesto diverbio distolto un istante dal meditare sul severo volume, alzando il capo, riconobbe la voce di sua sorella: e correva verso di lei nell'altra stanza:—Mia buona Stella, sei tu? perchè vieni qui, tu, così sola?…