Ma non ebbe finito di dire, che mentre la fanciulla affannosa s'avanzava verso di lui, nel vano della porta rimasta aperta, videsi comparire, all'incerto lume del crepuscolo che rifletteva sul pianerottolo, la negra e inquisitoria figura del padre Apollinare.
Capitolo Quarto
All'improvviso comparir del padre Apollinare, gelarono le parole sul labbro della tremante giovinetta, si snebbiò subitamente il volto della vecchia, e l'abate Celso, fulminato da quel noto sguardo austero, indietreggiò d'un passo; ma, nella confusione del momento, non si scordò d'intascar prestamente il tomo del Pascal, che teneva ancora fra mano.
Il Padre, che per fermo aveva riconosciuta la giovine e indovinato fors'anche, press'a poco, a che ne venisse, si avanzò lento e contegnoso; e facendo capir con un cenno all'abate Celso che lo aspettava nel salotto, ve lo precedette. La vecchia, tra sospettosa e impaziente, gli si tenne alle calcagna, per veder di cavare dalle sue prime parole qualcosa dell'avvenuto, o, se non per altro, per metter male.
Intanto Stella, come rianimata dall'angoscia medesima che le stringeva il cuore, corse pronta a Celso, e giungendo le mani:—Ah tu non sai, proruppe sommessamente, tu non sai perchè vengo qui…. Il nostro Damiano….
—Damiano?… ma cosa è successo?—E Celso impallidì.
—Oh Signore! non ho il cuor di dirtelo…. ma, è vero! Ieri…. sulla bass'ora…. L'han preso, l'hanno condotto in prigione.
—Povera mamma! poveri noi!—esclamò il giovine abate; e subito, abbassando la voce:—Ma come?… ma perchè mai?
—Dio lo sa!
—Ma cos'ha fatto?…