—Ma è una cattiveria, sa, è un'ingiustizia che gli han fatto…. disse la Stella, sfidando con innocente franchezza quell'impassibile sguardo. E poi:—Anche lei lo sa? e non son passate le ventiquattr'ore?…
—So tutto, ripeto. Gli è poco che vostra madre ha parlato col reverendo parroco di san Calimero; non è così?… D'altra parte, le son cose che, pur troppo, si ponno predire buona pezza prima che succedano.
—Oh! se lei conosce questa cosa trista, si fece coraggio a replicare l'abate, per carità, Padre, ci dica tutto quello che sa, ci tolga da quest'angustia, ci assicuri lei che nostro fratello è innocente.
—Non vi accorate così: con flemma riprese il Padre: son cose, è vero, che riguardano un poco le vostre attinenze col secolo….
—Ma è nostro fratello!… non potè star di ripetere la giovinetta.
—Un po' di rispetto, quella giovine; lasciatemi dire, e pensate ch'io vi posso far del bene. In quanto a voi, don Celso, lo sapete, quantunque a me non tocchi di farvene ricordare, quello che per voi ho già fatto. Alla morte di vostro padre, che, per verità, nel tristo tempo suo, poco e male ebbe a pensare a' figliuoli, io vi ho ricevuto in casa mia, per esaudir quel buon desiderio, a cui l'indole vostra e la divozione di vostra madre v'indirizzavano; vi ho fatto studiare, vi ho scampato dall'influsso de' pseudo-filosofi del tempo nostro; e come il vostro cuore è docile, ho potuto concepir di voi le migliori speranze.
—Ma io tremo adesso…. ma io penso…
—Pace, il mio giovine, pace, indifferenza, e sommissione: son queste le virtù necessarie, per ottenere la grazia d'un distacco totale dagli affetti e dalle cose di quaggiù.
—E la mia povera famiglia ch'è oppressa? e una madre….
—Vi ho detto: pace! e voi vi agitate e tremate, come l'uomo ch'è schiavo della passione e della colpa. Raccoglietevi un poco, ricomponete il cuore, e ragioniam delle cose pacatamente.