—È impossibile! io voglio vedere mia madre; in un momento come questo, essa ha bisogno di me; chi vuole che le parli, che le dica una parola di consolazione?… E poi… Damiano! chi lo ajuterà, chi farà un passo per lui?…..

Mentre così parlava con tutto il calor dell'anima affettuosa, Celso fece come per tirarsi più vicino alla sorella; e questa, a cui le gelide parole udite crescevano l'angoscia e lo sgomento, mosse vivacemente verso di lui.

—Sì, diss'ella: noi vogliamo andare dalla nostra mamma!

—Noi vogliamo!—E il Padre crollò un poco il capo, poi sorrise tra amaro e scherzoso; e continuò col medesimo tuono inesorabile:—Lasciate pensare a cui tocca; noi rimedieremo, per quanto si possa, al mal fatto, purchè la vostra volontà si pieghi e si rassegni ai rimedii necessarii. È bene che, per ora, voi, don Celso, rinunziate a veder vostra madre; è già notte, nè io potrei permettervi d'uscire; non sarebbe dicevole e onesto che, ad ore così tarde, vi faceste veder per la via insieme ad una giovine, ben che sia vostra sorella.

L'abate, avvezzo già da lungo tempo a una cieca e timorosa obbedienza, non sapeva più che ripetere; l'affettuosa e buona sua volontà finiva a ceder sempre all'inflessibile autorità del Padre, dalla quale non egli s'era arrischiato discostarsi mai. E per lo passato molte volte aveva provata nel cuore non so quale dolcezza nell'umile sagrificio di sè; ma in quella sera che l'affetto parlava più forte, più vivo, non sapeva rassegnarsi.

E cercava qualch'altra ragione da metter fuori; quando la Dorotea, la quale s'era tenuta in disparte durante quel colloquio, e pareva trionfar in sè stessa della piega che prendeva la cosa, non per altro che per segreta stizza e mal talento verso il timido abate, si fe' a un tratto in mezzo al fratello e alla sorella, e con un cotal suo fare d'ipocrita compunzione:

—Domando scusa, se dico anch'io una parola. Non può stare, certissimamente, come osserva sua signoria, che si passi sopra all'onestà e al decoro: ma intanto, appunto per la ragione che l'ora è indebita, questa giovine dovrebbe già trovarsi in casa sua; se le preme d'esser tenuta una figliuola onesta.

—Anche questo è ben vero; riprese l'ex-frate: cosicchè, don Celso, abbiate pazienza; bisogna che vostra sorella torni, senza perdere altro tempo, a casa…. Anzi, pensandoci su, troverei bene che la non avesse ad andar sola, e che la signora Dorotea volesse accompagnarla.

—Io? ma, come? e lei crede?….

—Ci avreste difficoltà? una donna come voi?