Lorenzo e Giovanni balzarono in piedi a un tempo, stupefatti per quella provocazione; anche Damiano levossi, per toglier di mezzo una seria cagion di litigio; scavalcò la panca, e volgendosi a quell'ignoto che pareva volersela pigliar con lui, gli disse con ira a stento soffocata:—Venite in disparte voi, signore, se avete a dire con me; parlate pur chiaro, che son qui a rispondere.

—Corpo del diavolo! E come non avrei a dire…? cominciò l'altro, alzando la voce, e serrando in pugno il bastone.

—Non alzate la voce, l'interruppe Damiano. Se avete bisogno d'imparare a vivere, son qua io.

—È stato quel vecchio birbone, che m'ha fatto venir la muffa: ripigliò colui, levando il bastone verso Lorenzo; il quale, strabiliato ancora, non sapeva a chi volgersi de' tre che gli stavano attorno co' pugni stretti e la bestemmia in bocca.

—Lasciate stare quell'uomo: Damiano ripigliò: son qua io, rispondo io per lui.

—Non s'insultano così i galantuomini, come avete fatto voi….

—E chi v'ha detto una parola…?

—Quel vecchio vostro compagno ha dato della spia a qualcuno di noi…. e levò in aria il coltello, per il demonio!

—Via! non era per voi….

—L'ho veduto io, io l'ho sentito, vi dico… e non son uso a questa sorte di villanie….