Lo sciancato faceva di sopra il capo mulinare la gruccia, gridando che avrebbe rotte le ossa del vecchio maladetto che non portava rispetto alla gente onesta: Giovanni, riurtando a forza, lo tratteneva, cercando tirarlo in altra parte; mentre il veterano, non sapendo più dove si fosse, gridava con furore:—Poveri imbecilli! che non capite nè manco che cosa siate!… Io, vecchio come sono, ho cuore di tenervi indietro tutti! Badate ch'io sono una vecchia lama, irruginita sì, ma salda ancora…. Largo vi dico! lasciatemi passare, ch'io ne voglio degli altri…. Dove sono i miei compagni?… Qua, Giovanni, Damiano!—E faceva per romper la folla che lo accerchiava.
—Uh! il vecchio matto?—Via di qua!—Cos'è stato?—Una spia…!—Addosso!—Lasciate stare la povera gente!—Abbasso il vecchio!—Dalli alla spia!—Dalli!
Così gridavano di qua, di là, senza saper che si fosse, senza cercare nessun perchè: avevano bevuto lietamente, e bisognava gridare, sfogare il caldo, far chiasso, menar le pugna; e urlavano tutti in una volta. Ma il disgraziato maestro di scherma, caduto sul campo al primo attacco di Damiano, e scornato da quanti gli eran d'attorno, volle rendere il colpo; rialzandosi, furiosamente corse sopra il giovine per rompergli sul capo il bastone dal pome di piombo; e:—Prenditi questo…. assassino!—urlò.
E forse il colpo sarebbe stato mortale, se in quella appunto, riconosciuto da lunge Damiano, senza pur sognare che l'onesto giovine potesse avere il torto, non si fosse cacciato innanzi un barbuto e fiero garzone, il quale, rotta con pochi urtoni la folla, precipitossi e fu a tempo d'afferrar di botto in aria il bastone dell'invelenito provocatore. Un grido d'applauso rispose d'ogni parte, tanto quell'improvvisa prova di destrezza e gagliardia piacque e fece la maraviglia di tutti.—Quel giovine protettore, sorgiunto così a proposito, era Bernardone, era quell'antico condiscepolo di Damiano, che da gran tempo più non l'aveva riveduto; e, secondo il suo costume, compariva dapertutto ove fossero feste, baldorie, amico sempre del vino, dell'allegria, delle belle fanciulle e della povera gente.
A quell'atto di Bernardone, lo scroscio d'una gran risata, e un batter di mani di tutti i circostanti, misero il colmo all'ira del Martigny, che in mezzo a due fuochi, e vedendo il giuoco pigliar la mala piega, bestemmiò in cuor suo il momento in che s'era messo in quella trista impresa; ma non volle nettare il campo, senza avere sfogata la sua bile, menando il bastone sul dosso dell'uno o dell'altro de' suoi antagonisti. Tornò infellonito alla riscossa, e tempestando colpi a ritta e a manca riuscì a farsi largo nella calca che più e più lo stringeva; ma Damiano e Bernardone, i quali, benchè senz'armi nè bastoni, pur non volevano indietreggiare, vista quella cieca furia, con una giravolta gli riuscirono alle spalle.
—Tien fermo, Damiano! gridò Bernardone, che gliela fo veder bella io, a questa faccia proibita!
—È matto! rispose Damiano: lasciamolo in pace!
—No, per diana bacco! quando i vecchi dan la volta, tocca ai giovani a insegnar loro il viver del mondo!—gridò l'amico.
—Eh! non l'aveva con me costui, ma con quell'altro là in quel gruppo di gente.—E additava il buon Lorenzo, il quale, serrato in mezzo a molti di quegli sfaccendati e bevitori, ajutato invano da' gagliardi polmoni e dalle salde pugna del Giovanni, cercava tuttora di far comprendere la ragione e d'aprirsi la via fra que' ribaldi arrancati e mezzo briachi, che avevan giurato di farlo uscir de' gangheri del tutto. Quando il Martigny si vide solo contro due, e capì andare i suoi colpi al vento, più accanito di prima, si volse indietro; e sperando trovar fra la gente chi pigliasse le sue parti:—Maledetti! gridò, che danno addosso in due a un galantuomo!… Eh! non c'è chi dia mano a un onesto cittadino contro i ladri e i birbanti?
—Sì, per dinci!… uno contro due è un'infamia! cominciò a dir uno tra la folla.