—Ve le manderemo in gola! soggiunse Bernardone con un gesto di minaccia, e tenendosi a fatica.
—Siete ubbriachi, e siete vili voi!… urlò di nuovo lo schermidore.
E Damiano:—Finitela una volta! andiam fuori di qui!…
—Voglio soddisfazione sul momento….
—Fuori! vi dico; non mi tentate di più!
—No, voglio farvela vedere, canaglia!
—Fatevi indietro…. No? e tal sia di voi!
E come il Martigny, in quel punto, brandito di furia il bastone tentava, a tradimento, sferrar sul capo di Damiano un colpo decisivo, il giovine perdè la mente, e venutogli alla mano il coltello confitto poco prima da Lorenzo nel descaccio, ne lo trasse, e si scagliò contro il ribaldo assalitore. Un grido d'orrore, alla vista del coltello, uscì dalla gente; e il Martigny, scorgendo l'arma nel pugno del suo avversario, spaventato diè addietro, e gridò:—Ferma l'assassino!…
Tutta questa scena, durata pochi minuti appena, seguivano di lontano con ansiosa attenzione tre persone; le quali, abbenchè sembrassero straniere del tutto al tumulto, pure alla riuscita di quel brutto negozio mettevano la più seria importanza. L'uno, cioè il signor Omobono, dalla finestra terrena della cucina, poteva comodamente dominar l'orticello: e dietro le sue spalle due strani visi spuntavano; quello d'una donnaccia, con uno sgualcito cappello di paglia e vestita d'un vecchio abito di taffetà cangiante; e un'altra sembianza lunga, magra, con un paio d'occhiali verdi, che pareva la febbre personificata, sotto un gran cappello triangolare.
Perchè costoro, ne' quali non sarà difficile riconoscere la vecchia pegnataria Emerenziana, e lo sparuto don Aquilino, cappellano dell'Illustrissimo, fossero venuti col signor Omobono, e nella stessa vettura da nolo che lo trascinò a quella festa popolare, non sapremmo dirlo precisamente. Ma ben possiamo supporre che l'una e l'altro sentissero, presso a poco, in quel momento ciò che sentiva l'Omobono; comechè si guardassero fra loro di sottecchi, e l'una si mordesse le labbra, e l'altro scrollasse il capo. Di più, la stizzosa pegnataria, la quale aveva il tarlo col povero Damiano dal dì ch'esso più non volle vederla bazzicare in casa sua, non poteva star cheta, e lasciavasi fuggir di bocca qualche parola di trista significazione, come a dire:—Imprudenti!… Ma cosa fanno adesso?… Colui guasterà tutto…. Bravi! Cani!… Il cappellano, all'incontro, guardandosi le punte de' piedi, con certi atti di sospetto e di paura, mostrava come di mal animo si fosse lasciato condurre a quella spedizione, e come solo obbedisse ad un consiglio ch'era per lui più terribile d'un comando.