—Come? come?
—Lei si scusa, con tale anticipata premura che si direbbe….
—Che?… Che?…
—Che le preme troppo di nasconder la parte da lei forse presa in quell'opera…. non del tutto caritatevole….
—Io non c'entro, le ripeto; e se qualcuno le avesse mai detto….
—Non le dò colpa di niente, io. Anzi, son di là da persuaso che, se appena ella avesse potuto metter bene, la cosa non sarebbe successa…. nè si vedrebbero per aria certi nugoli….
—Canzona, o dice davvero, signor mio?—E il povero don Aquilino, tremandogli la mano, non poteva infilzar colla forchetta il ghiotto boccone fumante sul suo piattello.
—Mi pare, seguitò l'altro, che non le sieno cose da ridere. Io ho della premura per lei; e però le parlo col cuore in mano, come a un amico. C'è una persona, m'ascolti bene, c'è una persona…. e anche questa non la voglio nominare… che si pigliò a male quella combriccola da sagrestia, tenendola come un'offesa fatta espressamente a lui. Non basta; le dirò che a quella persona, lei mi può capire benissimo, han messo in capo che la cosa fosse preparata da un pezzo, che si sien messe fuori certe imposture, certe invenzioni maligne, e che, in una parola, lei pure, lei don Aquilino, avesse tenuto mano a que' tali che s'eran messi in puntiglio di farlo star lui.
—Ma lei, signor mio, mi confonde la testa; io non so cosa voglia dire con tutti questi supposti. Io non ho mai fatto male a nessuno; quel poco che ho fatto a questo mondo, l'ho fatto per bene…. e se ho fallato, non è proprio stato per colpa mia.
—Ma lei non vuol capire: insisteva l'altro: non si tratta di lei adesso; solo si vorrebbe sapere, se veramente la giovine facesse quel passo di buona voglia, o se gliel'abbiano fatto fare….