Il prete ricominciò a smarrirsi, ma obbedì; e docile si pose a sedere sull'angolo dello scanno; un garzoncello portò il rosolio che avevano comandato; e Rocco, con aria di complimento, ne presentò un bicchierino al prete, il quale non seppe dir di no, e bevve, quantunque gli somigliasse veleno.

—Animo, signor canonico, gliel'ho pur detto; noi le vogliamo bene, e ci lasceremo amiconi.

—Non perdiamoci in discorsi inutili: ripigliò Damiano, corrugando le ciglia. Mi guardi bene in faccia; lei non mi riconosce più, lo so bene; ma io mi ricordo di lei, io che ho fatto la mia parte d'esperienza a questo mondo, io ho imparato a legger sul volto degli uomini il loro cuore. Oh se fosse vero quello ch'io temo pur troppo che sia!… Ma, a ogni modo… e per ciò appunto, ho voluto indirizzarmi a lei, sentire la verità. Que' due ch'erano con lei, l'uno lo conosco pur troppo, parlavano come ribaldi che sono…. parlavano d'una giovine cacciata per forza in un ritiro… d'un testimonio falso del quale si ha bisogno…. E perchè?

Don Aquilino era come seduto su' carboni ardenti; tentennava sullo scannetto, voleva e non voleva confessare; e poi, a dir vero, non aveva forse saputo capir giusto ciò che mulinassero que' due scellerati, come lo seppe Damiano. Cominciò a batter le palpebre, a torcer la bocca, con un sibilìo confuso; cosicchè Damiano perdè la poca pazienza a stento serbata fino allora.

—Parli, le ripeto, o ch'io…. Dica, chi è la giovine di cui parlavano?

—Ma se non so niente…. ma se, all'incontro, son coloro che voglion rovinarmi!—rispose, strascinando le parole, il prete.

—Oh sì, lo vedo: con amaro sorriso di sdegno seguiva Damiano: io la credeva un dappoco, uno scempio ingannato da uomini peggiori di lei; ho pensato che una parola di dolore, un sentimento di verità le avrebbero toccato il cuore, e che alla fine non si sarebbe sentito capace di dar mano a un delitto. Ma no! lei sa l'infamia che sta per esser tentata; potrebbe forse con una sua parola impedirla, e questa parola non ha cuore di pronunziarla…. Non capisce cosa sia lei?… Non capisce chi son io che le parlo?….

Damiano tremava parlando così: il prete lo riguardava senza fiatare; ma, per quanto si studiasse, non sapeva dire a sè medesimo chi mai potesse essere quel giovine.

—E se mai non lo sapesse ciò che pensan di fare coloro, io glielo dirò! Un di que' signori, che si crede buono a qualcosa, perchè si tira dietro una frotta di mangiapani e di leccazampe, un di que' tali che paga il male che fa fare, e colle cartapecore de' suoi vecchi si copre dalle mani della giustizia di questo mondo, s'è messo in capo di riuscire a qualunque costo a perdere una povera giovine…. Ce n'è tante che, senza cercar altro, si vendono per un po' d'oro, tante che invidiano forse questa fortuna!… Or bene, quel tale, io lo so! non s'è dimenticato di questa che, tra di loro, usan chiamare… una fantasia! Intanto che il fratello di quella poveretta è là, che marcisce in una prigione, innocente anche lui!…. e intanto ch'essi han la madre che muore all'ospedale…. egli avrà detto: Il momento buono è questo!…. Così si costuma di fare; quel che vogliono, vogliono; e poi tutto s'accomoda con mille, duemila lire…. è una bella dote, e bastante perchè si trovi chi le dia un nome, nome di galantuomo, e non cerchi conto del passato!…. Non è così?… E lei, senza scrupoli, vestito come è di que' panni, sarebbe capace di tener mano a un negozio di questa sorte?….

—Oh Signore! cosa mi tocca mai di sentire? mormorò don Aquilino, giungendo le mani, e turbato in cuore, un po' per la compassione sincera che cominciava a provare, un po' per non so qual razzolìo nella coscienza.