—Um!… grugnì il vecchio.
La Teresa sentiva stringersi il cuore; e la Stella non aveva quasi osato levar gli occhi, poichè l'accoglienza di quell'uomo, che mettevasi, quasi che lei e sua madre non fossero là, a brontolar co' suoi fattorini, i quali andavano e venivano; e più di tutto una specie di rantolo continuo con cui ajutava lo stentato e rabbioso suo respirare, le facevano ribrezzo, anzi paura.
Nondimeno, quand'egli, veggendo che non volevano andarsene così subito, si volse loro a domandar brusco che cosa avessero a dirgli, le due donne si fecero più vicine; e un po' l'una, un po' l'altra, seppero trovar la via di raccontargli la loro disgrazia, e di ripetergli che avevano pensato di ricorrere a lui, come al solo parente che avessero. Una volta in cammino, la Teresa non finì di dire così presto; parlò del suo Vittore, morto da un mese; dell'ultima penosa malattia di lui, per cui s'eran consunti i loro risparmi; della necessità in cui si trovavano di cercar lavoro per vivere, e della risoluzione di lasciar la casa di Quadronno, la cui pigione era soverchia per loro, e di venirne invece a stare in quella parte della città, se loro venisse fatto di avere, con una scarsa pigione, nel contorno, un paio di camere al terzo o al quarto piano. E conchiuse:—Signor Domenico, siamo figliuoli di fratello e sorella; ci ajuti lei dove può; o ci dica almeno che cosa dobbiamo fare?
—Eh! eh! eh! rispose con una secca tosserella il negoziante, senza punto scomporsi: Saremo cugini, come vuol lei, ma posso dire che non ci siamo mai conosciuti; certo è un vent'anni buoni che non ho avuto l'onore di vedere il suo signor cavaliere, che…. a quel che m'è stato detto…. io non so niente…. fu sempre una testa matta e pericolosa. Dunque, che cosa mai vuole ch'io faccia?…
E seguitando lentamente ad ansare, diceva che la loro parentela era di quelle che non portano con sè alcun dovere; che moltissimo gl'incresceva la condizione della famiglia, e che sentiva tutta la volontà di far qualche cosa per loro, se lo avesse potuto. E qui, pensato un poco e tentennato il capo, soggiungeva com'egli pure avesse un figliuolo al quale, volendo dargli un nome e uno stato, doveva buttar dietro tesori; come si trovasse in un mar d'impicci e dovesse pensare a' casi suoi; nè lasciava di dir loro che, per altro, avevano fatto egregiamente a non parlar di lui coi signori del tribunale, come dell'unico parente che avessero, poichè egli non si sarebbe indotto mai ad esser nè tutore nè contutore, nè altro, in riguardo a loro. E quasi ciò non bastasse, continuò che il commercio è un abisso, sull'orlo del quale non bisogna camminare con gli occhi chiusi; egli poi, quantunque dicessero le male lingue il contrario, era un pover uomo; in quel momento più che mai si trovava imbarcato in rischiose mercantili spedizioni; i fallimenti fioccavano da tutte le parti; nella mattina appunto eragli venuto avviso di quello d'un suo corrispondente di Marsiglia; e da tutto ciò conchiudeva di non poter propriamente fare per loro quello che avrebbe voluto.
Ben si può imaginare come stillassero queste fredde e avare parole del vecchio nel cuor della Teresa e della Stella. Nondimeno, la vedova, quando non continuasse un pezzo ancora con quel su e giù di ma, di che, di siccome, che a lei serravano il cuore, a lui la strozza, s'affrettò a cucir insieme qualche scusa, e a dire che non bramava altro se non d'essere indirizzata a qualche onesta persona della vicinanza, che loro potesse appigionare a buon mercato quelle poche stanze di cui s'erano già messe alla ricerca. Allora il vecchio parente, veggendo come gli fosse dato trarsi d'impaccio con poco, fece un mar di promesse: avrebbe domandato, detto, parlato e che so io. Poi si pentì, entrandogli il pensiero non avessero con quel pretesto a tornare; ond'è che di tal modo conchiuse:—Aspettino: ho appunto il caso loro. Conosco il signor Pietro, subaffittuale di parecchie case nel contorno; le mando a lui, e son persuaso che si accomoderanno. Ehi, signor Dazio?…
Lo scritturale che si era lasciato veder poco prima, colla penna appiccata all'orecchio e gli occhiali sulle gobbe della fronte, tornò a far capolino dall'uscio dello studio.
—Ehi! conducete questa signora, dissegli il principale, dal signor Pietro, a nome mio, e ditegli che faccia per lei quello che può. Del resto, mi dispiace proprio, signora Teresa (e si tolse dal cucuzzolo pelato il pelato berretto) ma è inutile che si dia l'incomodo di tornar qui; i miei negozj mi tengono dì e notte occupato, e non ho tempo nè denari da buttar via, io; sono un pover'uomo io…. Servitore umilissimo.
La madre e la figliuola se n'andarono senza proferir parola, più malinconiche assai che non fossero venute. E sendo già in via, non lasciarono di visitar le povere stanze che il signor Pietro in persona, quando seppe ch'erano una raccomandazione del ricco droghiere, volle loro far vedere, magnificandole come una reggia. La mattina seguente vi tornò la vedova con Damiano; le due camere al quarto piano eran vuote; e il padrone della casa in via di Quadronno, benchè fosse di poco passata la Pasqua, lasciava più che volentieri i suoi affittuali in libertà d'andarsene, comechè il pensiero di perder la mezza pigione, non ancora pagata, gli facesse gelare il sangue.
Ben presto dunque s'acconciarono col nuovo locatore, il quale, a mero riguardo del signor Domenico, si tenne contento, per il fitto, di cencinquanta lire all'anno. Col ricavo della suppellettile di sopravanzo venduta a un arcigno rigattiere, il quale teneva bottega sul terraggio di San Celso, pagarono il semestre anticipato, e pochi dì appresso, la povera e onesta famiglia dell'antico velite s'era così allocata nella sua novella abitazione. Assai triste, la Teresa e la figliuola abbandonarono la solitaria casa, dove avevano passato tanti anni che lor parevano in quel momento anche troppo felici; dove lasciavano tante piccole memorie, tante speranze ancor vive. Le donne semplici e casalinghe, come la Teresa, attaccano, direi quasi, una parte della lor vita alle care pareti, alle note finestre, a quegli arredi che mai non mutaron luogo, che furono testimonio de' loro giorni oscuri ed ugnali; altrove, non trovano più l'aria che prima respiravano, nè quel sole, nè quell'angolo del cielo che conoscevano, che amavano tanto.