—Dunque, ripigliò Damiano rivolgendosi alla madre che non riusciva a capire, il nostro Rocco altro non domanda, per tutto quel che ha fatto per noi, che di diventar proprio un de' vostri figliuoli; egli vuol bene alla Stella, e Stella non può trovare un marito più onesto di lui.
—È proprio vero? dimandò la vecchia Teresa, la quale, cogli occhi deboli ancora, andava cercando intorno, se il giovine fosse là.
—Egli non ha voluto restar qui, disse Celso, forse perchè non vuole sperar troppo….
—E vuole, soggiunse Damiano, lasciar libera voi e Stella nella vostra decisione. Ma noi conosciamo com'egli pensa; noi sappiamo che un cuore compagno al suo non batte sotto panni più fini….. E tu, Stella mia, cosa dici? tu che da un pezzo hai imparato a stimarlo, a volergli bene….
—Oh sì! rispose timidamente la fanciulla: io non ho conosciuto nessuno migliore di lui.
—E poi, non è forse vero, tornò a dir Damiano, che adesso noi possiam dire che viviamo del suo pane?….
—Così, tu saresti contenta? domandò la Teresa alla figliuola.
—Presso di te, mamma, e con lui, sento che lo sarò.
E le si fece più vicina e le gettò le braccia al collo.
—Ma voi, riprese Damiano, non conoscete ancora tutta l'onestà di Rocco; la sua unica speranza era di poterti sposare, o Stella: ma non s'è mai sentito il coraggio di parlare; e voleva piuttosto andar via di qui per sempre, perchè non aveva un nome a darti, perchè si credeva indegno di noi e condannato a portar lui solo la sua disgrazia. E non basta ancora; in compenso di quel po' di bene che gli abbiam voluto noi fin adesso, era pronto a lasciar tutto il fatto suo per noi; voleva farlo a qualunque costo, e pensava che non fosse virtù la sua, ma una cosa la più semplice, la più giusta.