—E di catarro: non voglio vederla.

—Tre figliuoli; due maschi….

—Son pochi.

—E una fanciulla….

—Bella?

—Oh! oh! Illustrissimo…. io non so niente.

—Via, via, che lo sapete; l'ho ben capita io! bravo, segretario! non portate gli occhiali per niente. Ora veggo la raccomandazione, eh! eh! se l'ho detto subito, carità pelosa!

Il povero segretario pativa il martirio. La prima volta forse che voleva fare un po' di bene al prossimo, si trovava spacciato, come il topo negli artigli d'un vecchio leone. La famiglia di cui s'era arrischiato a parlare, era (come ben sa il lettore) quella della vedova Teresa: ella stessa se ne stava allora aspettando, giù nello stanzino del portinaio del palazzo, se venisse il buon punto di presentarsi a quel signore. Il vecchio cugino di lei, il negoziante di droghe da noi un poco conosciuto, si era indotto, per la gran ragione che non vedeva di dover metter fuori del suo, a raccomandar l'abatino al segretario che l'onorava della sua amicizia, essendo egli il droghiere della casa; ed il segretario aveva promesso, per uno speciale riguardo al signor Domenico. Se poi, nel promettere, avesse dato un pensiero a certi anniversarii pacchetti di cioccolatte tutto caracca che gli accompagnavano l'augurio del buon Natale, non saprei dire. Ma intanto la Teresa aveva potuto consegnare in proprie mani del signor segretario le carte del suo Celso; ed ella stessa, come dicemmo, aspettava col batticuore, aspettava sperando in un ministeriale Vedremo, di quel suo insperato protettore. Così stava la cosa; ed ecco perchè il poveraccio s'intese dal labbro del padrone accusar di carità pelosa.

A quelle parole, accompagnate da una risata sonora dell'Illustrissimo, il segretario indietreggiò; e il giallore del suo viso, dal mento scorcio fino alla calva nuca, divenne un rosso di fuoco; chinò il capo per nascondersi, balbettò qualche scusa che finì in un sibilo strano; ed ecclissandosi dietro al corpulento maggiordomo che in quella avanzavasi, imboccò la porta e disparve.

Così bisogna dir pur troppo che quasi sempre la fortuna o la disgrazia di chi ha bisogno d'altrui pende da un filo; è l'effetto del capriccio, del buono o malumore del momento, d'una parola, d'un'occhiata, d'uno sbadiglio. La conversazione fra il gran signore e il segretario, dal bel principio, aveva preso la mala piega; e di tal maniera, senza colpa di nessuno, il benefizio sospirato dalla povera donna per il suo figliuolo, era già ito in fumo.