—Eh via! me li avete già ricantati le cento volte questi vostri scrupoli. Al fatto, al fatto. Avete dunque saputo quel che mi preme, siete riuscita a fare un po' d'amicizia con la fanciulla?
—Adagio, signor Omobono; so e non so; c'è della buona disposizione, ma c'è pur qualche intoppo…. gente onestissima però; e la fanciulla non sa proprio niente di questo mondo.
—Tanto meglio! susurrò colui fra' denti.
—La madre è una povera bizzocca, la quale non vive che per un suo beniamino, da lei mandato a prete fuor di casa; la figliuola, per dirla, è una vera bellezzina; e quanto al giovine che avete visto in casa mia, ne potete giudicar meglio di me.
—Sì, sì, costui è il solo che non mi va per il verso e che potrebbe farmi qualche mal giuoco.
—È però un buon ragazzo, mi dicono.
—È un matto che non sa il proprio interesse, uno che non ha da vivere fino a domani, e vuol far del grande e dello schifo, con me?… Oh, verrà giù, ve lo dico io, verrà giù il figliuolo.
—Ma, intendiamoci: non vedo come mai… se avete delle buone intenzioni, a quel che dite….
—Mi pare d'essermi già spiegato con voi; io non c'entro per nulla, io. Non posso dir più di quanto ho già detto. Amo far del bene, dove posso; purchè ne venga un po' di bene anche a me, ci s'intende. Ora mettete che un gran personaggio, di quelli che hanno il gran niente da fare e la borsa piena, abbia udito dir bene di questa famiglia; mettete che gli stia a cuore d'ajutar la vedova, senza che voglia farsi conoscere; mettete che abbia degli obblighi antichi, lontani… ve ne può esser tanti e di tante sorta; mettete che questo personaggio m'abbia detto:—Omobono, voi che siete un uomo prudente, e al tempo stesso un uomo di mondo, cercate di vedere, di sapere…. il come, il dove, il perchè…. e se mai bisogna, disponete pure, anche in anticipazione, di qualche centinajo di lire….
A tali parole, la madre Pelagia rizzò gli orecchi e mostrò d'aver inteso, quantunque lo scaltrito Omobono avesse ravviluppato il suo dire in modo che la vecchia non ci avesse a veder chiaro.